17.08.2024 – 10:28 – In un panorama economico sempre più complesso e instabile, i risparmi delle famiglie sembrano aver subito un importante cambiamento. A prima vista infatti, i dati Infostat emersi dalla Banca d’Italia potrebbero far pensare a un boom: rispetto al 2018, nel 2023 le somme detenute dalle famiglie sono cresciute del 25,6% in termini nominali. Ma quando si tiene conto dell’inflazione, l’incremento reale si riduce al 7,1%, rivelando una realtà ben più sfumata, nel mese di gennaio 2024, infatti, la stima definitiva dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) del Comune di Trieste ha registrato un +0.2% rispetto a dicembre 2023 (congiunturale) e un +1,7% rispetto a gennaio 2023 (tendenziale). Per la prima volta nel nostro paese si è assistito a un disinvestimento netto: 17 miliardi di euro sono stati prelevati dalle attività finanziarie per essere destinati ai consumi o ad altre forme di investimento. A guidare questa trasformazione è stato il rinnovato interesse per i titoli di Stato, in particolare i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP). Spinti dai dieci rialzi consecutivi dei tassi d’interesse decisi dalla BCE, i risparmiatori hanno cercato di massimizzare i rendimenti senza correre rischi eccessivi. Solo nei primi nove mesi del 2023, le famiglie italiane hanno investito 90 miliardi di euro in titoli di Stato, un incremento notevole rispetto ai 55 miliardi dell’anno precedente.
Se da un lato aumentano gli investimenti in titoli, dall’altro i depositi bancari mostrano segni di declino. Il saldo complessivo dei conti correnti delle famiglie ha subito una flessione del 2% rispetto al 2018, con un calo particolarmente marcato negli ultimi mesi: tra aprile 2023 e aprile 2024, i depositi sono diminuiti del 2,5%.
Nonostante tutto, circa il 30% del risparmio familiare resta sui conti correnti, segno della cautela che caratterizza tradizionalmente i risparmiatori italiani. La pandemia ha infatti creato una riserva di liquidità che solo ora, a fronte del caro vita e dell’aumento dei tassi di interesse, inizia a essere erosa.
La ricchezza e i risparmi in Italia sono estremamente concentrati e, soprattutto, diseguali tra nord e sud.
Il 2023 è stato un anno di trasformazione per il portafoglio finanziario delle famiglie italiane. I depositi bancari hanno registrato prelievi per oltre 60 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno; fondi comuni, prodotti previdenziali e assicurativi hanno invece subito disinvestimenti netti per quasi 30 miliardi di euro.
Se da un lato l’aumento nominale dei risparmi sembra un segnale positivo, dall’altro i dati ci raccontano una realtà ben più complessa, fatta di scelte obbligate, disuguaglianze crescenti e un contesto economico che lascia poco spazio all’ottimismo. Le famiglie italiane, pur mantenendo un atteggiamento prudente, stanno cercando di navigare in acque sempre più agitate, con l’auspicio che le loro scelte di oggi possano garantire stabilità e sicurezza per il domani.
[c.v.]


