28.02.2024 – 11.00 – Sebbene lontana dagli aumenti, specie nel caro energia e nel caro alimenti (che rimane il settore più affetto dall’inflazione e dalle speculazioni sulle quantità/qualità della merce), continua la corsa dei prezzi anche a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia.
Nel mese di gennaio 2024 la stima definitiva dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) del Comune di Trieste ha registrato un +0.2% rispetto a dicembre 2023 (congiunturale) e un +1,7% rispetto a gennaio 2023 (tendenziale).
Nel precedente mese di dicembre 2023 la variazione congiunturale era stata di +0.4% e la tendenziale +1.7%.
Guardando a un confronto, nel dettaglio, con un anno addietro (gennaio 2023) si rileva un brusco arresto delle spese connesse alla casa; acqua, elettricità e combustibili (-13,3%). Il segno ‘meno’ è dovuto al contrasto con i massicci rialzi avvenuti specie nell’estate-autunno 2022; sul lungo periodo i prezzi stanno comunque salendo, ma lontani dall’intensità d’un tempo. Rimangono invece alti gli aumenti nel settore ristorativo-alberghiero, nel tentativo di rintuzzare i costi e, specie a Trieste, consapevoli del turismo straniero (+5,2%). In salita anche l’istruzione (+4,3%) e in generale l’offerta culturale (+1,7%) e le spese per la salute (+2,3%). Gli aumenti maggiori però rimangono afferenti al settore alimentare: oli e grassi (+25,5%), frutta (+29,6%) e vegetali (+17,3%).
Osservando l’andamento dell’inflazione a livello nazionale, i dati relativi a gennaio 2024 non consolano, anzi; l’indice generale dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) è aumentato dello 0,8% su base mensile e del 5,4% su base annua. In generale, rileva l’ISTAT, fare la spesa al supermercato costa il 5,4% in più rispetto a un anno fa. O, se si preferisce, si compra il 5,4% in meno di prodotti dal supermarket. In particolare le verdure sono salite del +12,2%, la frutta del +8,7% e la carne del +7,5%.
[z.s.]


