18 giugno 2026 – ore 08:30 – La storia geologica di Marte si arricchisce di un nuovo tassello: il granato, minerale molto comune sul pianeta Terra, è stato ritrovato per la prima volta in una meteorite marziana. In parole semplici, la scoperta suggerisce che il pianeta rosso potrebbe aver attraversato processi geologici più complessi di quanto finora documentato. A rivelarlo è una ricerca internazionale guidata da Brock University (St. Catharines, ON, Canada) in collaborazione con il Royal Ontario Museum (Toronto, ON, Canada) con il contributo dell’Università di Trieste. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale peer-reviewed Geochemical Perspectives Letters della European Association of Geochemistry, vede la partecipazione di Ana Černok, ricercatrice dell’ateneo triestino.
Oggetto dello studio è un frammento della meteorite marziana NWA 8171, conservata nelle collezioni del Royal Ontario Museum. Durante le analisi mineralogiche e chimiche, i ricercatori hanno osservato una composizione inattesa, inizialmente ricondotta a un minerale più comune come il pirosseno: solo dopo una serie di verifiche, effettuate con l’ausilio di strumentazioni specialistiche, gli studiosi hanno identificato la presenza di granato nel campione. La diversità mineralogica nota del pianeta rosso potrebbe dunque ampliarsi grazie a questa scoperta: la presenza di granato nel campione potrebbe infatti suggerire l’esistenza di una tipologia di roccia marziana finora sconosciuta, formatasi attraverso processi metamorfici, metasomatici o nuove forme di differenziazione magmatica.
Tuttavia, gli autori dello studio si mostrano cauti nelle interpretazioni: serviranno infatti ulteriori indagini, in particolare sulle firme isotopiche del campione, per stabilire se il granato si sia formato effettivamente su Marte o se abbia un’origine “extra-marziana”, legata a un corpo celeste successivamente incorporato nella superficie del pianeta. La ricercatrice di UniTs Ana Černok ha contribuito in modo particolare all’interpretazione mineralogica e geochimica del campione, forte dell’esperienza maturata nello studio delle meteoriti e dei materiali planetari. La collaborazione scientifica nasce nell’ambito del percorso di dottorato della prima autrice, Tanya Kizovski, allora al Royal Ontario Museum di Toronto e oggi docente a Brock University, al quale Černok ha contribuito come componente del team di supervisione e mentor scientifico.
Significative le parole utilizzate da Černok per descrivere il valore scientifico della nuova scoperta: “Se gli elementi chimici sono le lettere dell’alfabeto, allora i minerali sono le parole con cui i pianeti raccontano la loro storia” spiega la ricercatrice. “Scoprire un nuovo minerale su un altro mondo è come ritrovare una parola perduta di un’antica lingua. Il granato ci racconta che Marte ha vissuto processi geologici più complessi di quanto pensassimo e aggiunge un nuovo tassello alla storia della sua evoluzione”.
Articolo di Benedetta Marchetti


