16.06.2026 – ore 08:30 – C’è un piccolo dettaglio che può fare la differenza, quando si tratta di scegliere la meta per le prossime vacanze al mare o al lago: una bandiera di colore blu, che sventola dove le acque sono sicure e gli stabilimenti balneari sostenibili. La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale istituito nel 1987 dalla ONG Foundation for Environmental Education (FEE) e gestito con il supporto di ONU-Ambiente e dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO). Ogni anno, la Bandiera Blu viene issata nelle località balneari e negli approdi turistici più virtuosi in termini di qualità delle acque, servizi e sicurezza, gestione ambientale, educazione ambientale e formazione. Diffusosi inizialmente in Europa, il riconoscimento viene oggi attribuito in 49 Paesi, anche extra-europei, rappresentando uno dei principali eco-label volontari dedicati alla gestione sostenibile del territorio.
Ottenere la Bandiera Blu non è semplice: i Comuni devono infatti presentare la propria candidatura e dimostrare di soddisfare numerosi criteri, verificati attraverso controlli e ispezioni da parte della FEE. Tra i requisiti in questione figurano, ad esempio, l’eccellente qualità delle acque di balneazione, il monitoraggio costante delle acque durante la stagione estiva, l’efficienza dei sistemi di depurazione e della rete fognaria, la raccolta differenziata e la corretta gestione dei rifiuti. Altri criteri riguardano poi la presenza di piste ciclabili, aree pedonali e spazi verdi, l’accessibilità delle spiagge, la qualità dei servizi di salvataggio, le attività di educazione ambientale e la disponibilità di informazioni turistiche e sanitarie. Il riconoscimento, che ha validità annuale, dev’essere rinnovato ad ogni nuova stagione attraverso una nuova procedura di verifica: in questo modo, le località coinvolte sono incoraggiate a mantenere e migliorare nel tempo le proprie politiche di sostenibilità ambientale.
Nel 2026 sono 257 le località rivierasche italiane premiate con la Bandiera Blu, undici in più rispetto allo scorso anno: in totale, si contano 525 spiagge riconosciute e 87 approdi turistici certificati. La Liguria guida la classifica con 35 località premiate, seguita da Puglia e Calabria con 27. Sono 20 le Bandiere Blu della Campania, delle Marche e della Toscana. In Sardegna si contano 17 Bandiere Blu, in Sicilia e in Abruzzo 16. In Trentino Alto Adige le località premiate sono 12, in Emilia Romagna 11, nel Lazio 10 e in Veneto 9. La Basilicata ne conta 5, Piemonte e Lombardia 4, Molise 2. Anche in Friuli Venezia Giulia le località insignite del riconoscimento sono due: Grado, (Spiaggia Principale, Costa Azzurra e Pineta) e Lignano Sabbiadoro (Lido).
In Friuli Venezia Giulia si contano inoltre 15 approdi turistici premiati con la Bandiera Blu, uno in più rispetto al 2025: si citano innanzitutto Porto Turistico Marina Uno, Marina Punta Verde, Marina Punta Faro Resort e Darsena Porto Vecchio a Lignano Sabbiadoro. Seguono Marina Resort Punta Gabbiani, Darsena Aprilia Marittima e Condominio Marina Capo Nord ad Aprilia Marittima. A questi si aggiungono Porto Maran a Marano Lagunare, Cantieri Marina San Giorgio e Marina Sant’Andrea a San Giorgio di Nogaro, e Marina Monfalcone a Monfalcone. Chiudono l’elenco Porto San Vito e Darsena San Marco a Grado, Porto Piccolo Marina a Duino Aurisina, e Lega Navale Italiana a Trieste.
Per le località marittime e lacustri che la ricevono, la Bandiera Blu non si limita ad essere un attestato simbolico: il riconoscimento contribuisce infatti ad aumentare l’attrattività turistica, rafforzare l’immagine della destinazione e fornire una garanzia di qualità a visitatori e operatori del settore. Inoltre, il premio stimola gli enti locali a investire in politiche ambientali, mobilità sostenibile, accessibilità e servizi pubblici, generando benefici concreti tanto per i residenti, quanto per l’economia turistica del territorio.
Articolo di Benedetta Marchetti


