Green Pass, lavoratori portuali divisi. Le sigle sindacali si smarcano dalla protesta

14.10.2021 – 12:30 – A meno di ventiquattro ore dall’entrata in vigore del Decreto che a partire da domani sancirà l’obbligatorietà del Green Pass per accedere al luogo di lavoro, a Trieste continua senza tregua la diatriba tra i lavoratori portuali e le istituzioni. Se entro domani il Governo Draghi non abolirà o rimanderà il suddetto provvedimento amministrativo, i membri del CLPT (Coordinamento Lavoratori Portuali), scesi in piazza in segno di protesta lo scorso Lunedì, sono pronti a bloccare i traffici dello scalo giuliano sia in entrata che in uscita. In mattinata, tuttavia, la questione ha avuto alcuni risvolti. L’11 Ottobre, una delegazione di lavoratori portuali era stata accolta dal Prefetto di Trieste per discutere con quest’ultimo circa la possibilità di mediazione con il Governo centrale per ottenere almeno la possibilità di poter effettuare l’accesso al porto previa esibizione di un certificato di non positività post tampone gratuito; proposta accettata ma poi non più condivisa all’unanimità da tutti i lavoratori portuali i quali hanno chiesto che, a riguardo, non vengano fatte eccezioni che potrebbero causare discriminazioni tra lavoratori di serie A e di serie B.

Secondo le sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL, l’aver ottenuto la possibilità di effettuare tamponi gratuiti basterebbe a rinunciare a qualsiasi tipo di protesta e, per tanto, resteranno fuori da ogni tipo di manifestazione che verrà messa in atto a partire da domani mattina. Inoltre, l’UGL, ha dichiarato che tale compromesso, nel corso del tavolo straordinario tenutosi in Prefettura lo scorso Lunedì sera, era stato condiviso da tutti, anche dagli esponenti del CLPT il quale, tuttavia, nelle ultime ore sembrerebbe aver cambiato idea, dichiarando di essere disposti ad abbassare “le armi” esclusivamente in caso di completa cancellazione del “Decreto Green Pass”.

Poco fa, inoltre, attraverso una circolare, la Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha dichiarato l’illegittimità dello sciopero indetto dai lavoratori del CLPT riscontrando svariate violazioni nelle modalità di esecuzione della protesta. La riposta dei portuali CLPT non si è quindi fatta attendere. Attraverso una nota, hanno infatti dichiarato che, quanto riportato nel suddetto documento, rappresenta un chiaro messaggio di “inizio dittatura” e che il Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste crede invece nella Costituzione Italiana e che lo sciopero in programma è quindi legittimo in quanto contemplato all’interno di un sistema sociale e politico democratico.

Resta quindi l’incognita in merito alla prosecuzione dell’incarico di numero uno del Porto di Trieste da parte del Presidente Zeno D’Agostino, il quale, lo scorso 12 Ottobre, nell’ambito di un tavolo organizzato assieme a Prefetto, Associazioni Datoriali e alla Segreteria Generale dell’Autorità Portuale, aveva annunciato che, nel caso lo sciopero avesse assunto connotati troppo rigidi, sarebbe stato pronto ad annunciare le sue dimissioni rinunciando ufficialmente all’incarico a partire già dal prossimo Sabato 17.