13 luglio 2026 – ore 07:00 – Mentre si prepara, a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, la terza ondata di calore della stagione, anche la vicina Slovenia accusa i colpi del caldo perdurante. L’Agenzia per l’Ambiente ha infatti segnalato una “siccità estrema” in quasi tutto il paese, ma nello specifico lungo la costa, la Marca Bianca, la Bassa Carniola e nel basso corso del fiume Sava. Le timide piogge delle ultime settimane erano al di sotto della media richiesta e lo stesso sistema idrico inizia a risentire del caldo prolungato; ricordiamo come parte dell’energia slovena provenga anche dall’idroelettrico. Gli ultimi temporali, avvenuti nel weekend, sono troppo poco onde garantire un’inversione del trend duraturo. Si raccomanda, come d’altronde avviene col Carso triestino, di tenere d’occhio le proprie zone rurali e, dietro raccomandazione dell’Istituto forestale sloveno, di non accendere fuochi in natura a causa del rischio di incendi particolarmente elevato.
Come tutto ciò risulti inserito in un trend di lunga durata è apparso evidente anche in un recente report del Consiglio nazionale per il clima sloveno dove si è evidenziato come le temperature estive si verifichino ormai con due settimane in anticipo a confronto con l’inizio ‘normale’ dell’estate, raggiungano anche in Slovenia un'(a)normale temperatura di 43 gradi e infine si protraggano di due settimane ulteriori, ben in avanti nell’autunno. Superfluo sottolineare i danni sulla stessa economia: frequenti incendi nei boschi, proprio nella zona in comune con Trieste, il Carso; carenze idriche; danni all’agricoltura, anche specializzata; proliferare di alghe nel mare e morie di pesci; danni in generale infrastrutturali, specie per la Sanità; e un aumento della mortalità tra i più anziani e vulnerabili.
Secondo invece quanto dichiarato da Eles, il gestore della rete di trasmissione nazionale, il picco massimo di consumo annuale di elettricità si concentra nei mesi invernali e questo dimostra che l’impatto dei sistemi di riscaldamento supera ancora quello dei condizionatori, sebbene occorra valutare il fabbisogno energetico nel suo complesso. Il divario tra la stagione fredda e quella calda si sta riducendo e il prolungarsi delle ondate di calore potrebbe invertire questa tendenza spostando il picco massimo nei mesi caldi a causa del massiccio uso del raffrescamento. Questa ‘evoluzione’ è già realtà nella vicina Croazia dove il gestore HOPS ha registrato l’anno scorso record di consumo estivo. Esaminando i dati della settimana dal 22 al 28 giugno, i consumi elettrici nazionali hanno raggiunto i 181,3 gigawattora complessivi e di questi 151,4 sono stati richiesti dai distributori locali e rispetto a fine maggio la domanda generale è salita dell’1,9% e quella locale del 3,2%. Eles ha chiarito che le grandi industrie si approvvigionano dalla rete di trasmissione principale e la quota gestita dalle aziende di distribuzione locale è destinata ad alimentare le case, le attività commerciali, i piccoli consumatori e gli edifici pubblici.
Articolo di Zeno Saracino


