Caro carburanti, spese (quasi) raddoppiate per i pescherecci nell’Adriatico. Possibile stop

28 giugno 2026 – ore 07:00 – Il granchio blu, limiti e divieti dovuti a un ambiente marino sempre più in sofferenza, il mar Adriatico tra i mari più caldi di un Mediterraneo già pentola bollente tra gli oceani, mancanza di personale giovane… Non sono tempi felici nei quali fare il pescatore, stando ai tanti interventi e convegni sul tema. Ora alle precedenti problematiche si somma il caro gasolio che infligge nuovi grattacapi alle flotte di pescherecci italiane nel golfo di Trieste. Si paventerebbe addirittura lo stop dell’intero settore pesca nell’Adriatico a causa dei costi in crescita. Se ne è parlato in un tavolo di confronto ad Ancona dove le marinerie dell’Adriatico si sono riunite in Assemblea proprio per far fronte all’aumento del costo dei carburanti. Sul tavolo anche il pagamento del “fermo biologicodel 2024 e 2025 e la questione, sollevata da Apollinare Lazzari della Cooperativa Produttori Pesca di Ancona, del “credito d’imposta del 20% promesso dal governo“. Erano presenti rappresentanti di marinerie di tutte le Regioni affacciate sul mar Adriatico, Trieste compresa.

“Il problema che accomuna tutti” ha commentato Lazzari “è la mancanza di liquidità a causa del costo del gasolio, che anche se sta scendendo, nei mesi scorsi era arrivato anche a 1,20-1,30 euro al litro: per noi è un disastro, perché avendo dipendenti, non possiamo stare fermi”.
Molti pescatori avevano scelto di diminuire le giornate di pesca da tre a due, onde contenere la spesa; poi, “con la flessione del prezzo del gasolio, sono state ripristinate le tre uscite in mare”. Mediamente, spiega Lazzari “una imbarcazione consuma ogni giorno tra i 2mila e i 3mila e 500 litri di gasolio“.
Attualmente, stando a quanto affermato nel tavolo ad Ancona, le spese medie degli armatori dei pescherecci erano di 2mila euro al giorno, salite a quasi 4mila col rincaro sui carburanti. Un raddoppio, in sintesi: cifre difficili da sostenere, tanto più che “d’estate il pesce è pochissimo e non si riesce più a coprire bene le spese”. Da qui l’ipotesi di uno stop prima che le spese superino i guadagni; sul quale però non sono tutti d’accordo, specie dopo gli investimenti fatti sulle imbarcazioni negli anni precedenti.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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