26 giugno 2026 – ore 17:30 – “Le recenti dichiarazioni, e le aperture istituzionali, sul possibile coinvolgimento della Regione Friuli Venezia Giulia nella compagine societaria e nello sviluppo della centrale nucleare di Krsko sono decisamente fuori luogo. Mettere il futuro energetico ed economico del nostro territorio nelle mani di un impianto estero, peraltro situato in un’area a fortissimo rischio sismico, rappresenta un errore strategico colossale e un affronto alla volontà espressa più volte dal Consiglio regionale”. Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), intervenendo nel dibattito sollevato dalle recenti proposte di Confindustria Alto Adriatico e dalle valutazioni di apertura espresse dal presidente Fedriga.
“È gravissimo che si torni a fantasticare sul nucleare – prosegue Pellegrino – ignorando la sovranità popolare, le lezioni del passato e, soprattutto, la sicurezza dei nostri concittadini. Ricordo che il Consiglio regionale si è già espresso in passato all’unanimità contro il raddoppio di Krsko. Impegnare risorse pubbliche regionali per entrare nel capitale di un’infrastruttura transfrontaliera significa esporre la nostra comunità a rischi inaccettabili in territori fragili, a poche decine di chilometri in linea d’aria da Trieste e Gorizia. Rifiutare il nucleare in Italia, così come voluto dai cittadini con ben due referendum, non consente di procedere comunque oltre confine”.
“Non possiamo permetterci di condividere i costi e i rischi di un’operazione del genere. Le vere sfide per il Friuli Venezia Giulia sono altre. Chiediamo con forza – conclude la consigliera rossoverde – che la Giunta regionale torni sui suoi passi e che tutti i fondi disponibili vengano dirottati urgentemente verso lo sviluppo di vere fonti rinnovabili, efficienza energetica, comunità energetiche e sistemi di accumulo. Solo così si costruisce un’autonomia energetica sicura e duratura per le famiglie e le imprese del Fvg”.
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