Terre rare: in Italia nasce il primo impianto europeo per il recupero dai rifiuti elettronici

23 giugno 2026 – ore 11:30 – Ogni anno milioni di hard disk e motori elettrici finiscono tra i rifiuti, portando con sé un tesoro invisibile: le terre rare. Per non sprecare il grande potenziale di questi scarti tecnologici servono però impianti specializzati nel recupero dei materiali strategici in essi contenuti. A compiere un primo, significativo passo verso l’economia circolare e l’autonomia strategica europea sarà proprio l’Italia: a Ceccano, in provincia di Frosinone, sorgerà infatti il primo impianto europeo dedicato al recupero delle terre rare contenute nei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Il progetto, denominato Life Inspiree, ha ricevuto il via libera dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e punta a trasformare una parte dei rifiuti tecnologici in una preziosa risorsa per l’industria.

Una materia prima essenziale

Le terre rare comprendono 17 elementi chimici indispensabili per la produzione di numerose tecnologie moderne. Sono presenti nei motori elettrici, nelle turbine eoliche, negli smartphone, nei computer e in molti altri dispositivi elettronici. Contrariamente a quanto il nome potrebbe suggerire, questi materiali non sono particolarmente rari in natura, ma risultano difficili e costosi da estrarre perché dispersi in basse concentrazioni all’interno della crosta terrestre. L’Europa dipende quasi totalmente dalle importazioni per soddisfare il proprio fabbisogno di queste materie prime, a fronte di una forte predominanza della Cina nella filiera globale. Una situazione che espone il continente a rischi economici e geopolitici sempre più evidenti.

Il ruolo strategico del riciclo

Per ridurre questa dipendenza, l’Unione Europea ha scelto di investire sul recupero delle terre rare dai prodotti ormai giunti a fine vita. Il regolamento europeo approvato nel 2024 prevede che entro il 2030 almeno il 25% del fabbisogno annuale di queste materie prime venga coperto attraverso il riciclo. Life Inspiree rientra tra le 47 iniziative considerate prioritarie dalla Commissione europea per rafforzare la sicurezza delle forniture: tra i progetti selezionati, solo quattro hanno sede in Italia e sono tutti focalizzati sul recupero e il riutilizzo di materiali strategici.

Come funzionerà l’impianto di Ceccano

Il principio alla base del progetto è relativamente semplice: all’interno di hard disk e motori elettrici sono presenti magneti permanenti che contengono terre rare. Questi componenti verranno prima separati dai dispositivi dismessi e successivamente sottoposti a specifici processi chimici, in modo da estrarre i materiali preziosi e renderli nuovamente disponibili per il mercato industriale. A coordinare le attività sarà Itelyum, affiancata da Glob Eco, specializzata nello smontaggio dei magneti, da Erion per la raccolta dei rifiuti elettronici, dall’Università dell’Aquila per il monitoraggio tecnico e ambientale e da EIT RawMaterials per la diffusione dei risultati a livello europeo.

Verso l’autosufficienza dell’UE

La recente scoperta in Svezia del più grande giacimento europeo di terre rare rappresenta una notizia positiva per l’Unione Europea, ma da sola non basta a garantire l’autosufficienza: in questo senso, il riciclo delle terre rare si configura come una risorsa indispensabile nella quale investire. Da questo punto di vista, il nuovo impianto italiano potrebbe diventare un modello di riferimento per l’Europa, contribuendo a ridurre gli sprechi e a costruire i presupposti per una filiera internazionale più sostenibile e resiliente.

Articolo di Benedetta Marchetti 

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