Altro che scali asburgici, Koper rimane il porto preferito dell’Austria

24 giugno 2026 – ore 07:00 – Il porto di Koper/ Capodistria rimane lo scalo per elezione dell’Austria, con specifico riferimento all’export del paese. Certo, lo storico ruolo di Trieste, il porto franco, i collegamenti ferroviari… Ma di fatto al prestigioso Österreichischer Logistik-Tag di Linz, tenutosi la scorsa settimana, è stato riconfermato che il porto sloveno viene considerato dall’Austria il suo sbocco maggiormente importante. La fiera di logistica svolge un ruolo chiave nell’economia austriaca e rappresenta, assieme ai land dell’Austria Superiore, uno degli hub industriali di maggiore rilievo. Stando ai dati nel 2025 il porto di Koper ha mantenuto la posizione di leader del mercato austriaco, gestendo poco meno di 6 milioni di tonnellate per le imprese austriache, inclusi 260mila TeU.
“L’evento di Linz ha rafforzato la crescente importanza di una forte connettività intermodale e di partnership a lungo termine per servire questo mercato dinamico, offrendo anche una preziosa piattaforma per presentare il Porto di Koper come un gateway affidabile per l’Europa centrale” ha dichiarato Luka Koper.
Scorrendo le fonti austriache, si legge, proprio sul sito dell’università di Graz, tramite l’articolo ‘Tra le Alpi e l’Adriatico: perché il mare è importante per l’economia austriaca’ (traduzione del giornale) che “Capodistria” è “la nostra porta d’accesso al mondo” e che, secondo Thomas Krautzer, direttore dell’Istituto di Storia Economica, Sociale e Aziendale, “La maggior parte delle merci austriache viene movimentata nel porto sloveno di Capodistria”
E Trieste? “I porti adriatici di Fiume, Capodistria, Trieste e Venezia, messi insieme, sono ancora più piccoli di Rotterdam”. In effetti merita comunque osservare come, che sia Koper, Rijeka o Trieste, anche per un vicino relativamente vicino come l’Austria i porti del Nord rimangano un’alternativa molto allettante: nel 2018 (non vi sono dati aggiornati per il 2026) il 60% dell’export austriaco passava tramite quegli scali e solo il 40% utilizzava la sponda adriatica.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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