21 giugno 2026 – ore 14:30 – Secondo quanto si apprende dal Piccolo, la Questura di Trieste ha avviato accertamenti sulle numerose scritte comparse sui muri nella zona compresa tra Riva Traiana e via del Lazzaretto Vecchio all’indomani della manifestazione del gruppo “Contro vecchi e nuovi fascismi – Trieste / Trst”. L’obiettivo degli investigatori è individuare gli autori degli imbrattamenti, al momento ancora ignoti. Sono in corso verifiche anche sui graffiti apparsi in via Baciocchi, sulle pareti esterne della sede del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Trieste, luogo divenuto un punto di riferimento simbolico per i gruppi antifascisti dopo l’occupazione di un’aula avvenuta nel marzo 2024, in seguito al mancato via libera dell’ateneo a un incontro con l’attivista Stephanie Westbrook dal titolo “Il diritto di boicottare Israele” e a un altro evento dedicato ai “nuovi fascismi”, il cui volantino raffigurava alcuni esponenti politici e giornalisti a testa in giù. Nel corso della manifestazione di venerdì sera il corteo si è radunato anche davanti alla sede universitaria. Tra le scritte rilevate dagli investigatori compare la frase: “Via Lazzaretto zona nostra”.
La Questura svolgerà inoltre accertamenti sui fuochi d’artificio accesi al termine della manifestazione. L’utilizzo di materiale pirotecnico è infatti soggetto a specifiche autorizzazioni per motivi di sicurezza. Al momento non sono emersi altri episodi suscettibili di indagini o denunce. Durante il corteo non si sono registrati scontri né particolari tensioni. La Polizia intende infine approfondire la posizione di un automobilista triestino alla guida di un furgone bianco che, durante la protesta di venerdì sera, avrebbe percorso in modo pericoloso, e in alcuni tratti anche contromano, il tratto compreso tra corso Italia e via Imbriani.
Articolo di Francesco Viviani
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