Hantavirus, quattro quarantene in Italia; l’Oms: “Non sarà il nuovo Covid”

10 maggio 2026 – ore 07:30 – Quattro persone residenti in Italia si trovano attualmente in quarantena preventiva – rispettivamente in Calabria, Campania, Toscana e Veneto – per aver viaggiato a bordo del volo Klm, in coincidenza per Roma, a bordo del quale c’era anche una donna scesa dalla nave da crociera Mv Hondius: la donna infine è stata ricoverata a Johannesburg, dove è deceduta, riportatamente a causa dell’hantavirus. Nel frattempo i quattro residenti in Italia sono stati rintracciati: le quattro rispettive Regioni di competenza hanno ricevuto le loro informazioni e hanno attivato i protocolli previsti, tra cui il tracciamento dei contatti e la messa in quarantena con sorveglianza attiva, per circa 45 giorni. Al momento i quattro non presenterebbero sintomi.

Che i quattro abbiano condiviso l’aereo con una donna che aveva in precedenza viaggiato su quella nave, è stato possibile perché la donna era tra i 29 passeggeri che avevano lasciato l’imbarcazione prima dell’individuazione completa del focolaio di hantavirus. Gli altri, che hanno continuato a navigare, in queste ore stanno per attraccare a Tenerife, da dove poi saranno rapidamente trasferiti a bordo di aerei diretti verso i loro rispettivi Paesi d’origine con voli dedicati, in base alle regole internazionali vigenti. “Ho bisogno che mi ascoltate chiaramente: questo non è un altro Covid-19, l’attuale rischio per la salute pubblica da hantavirus rimane basso”, ha messo nero su bianco ieri il direttore generale dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), Tedros Ghebreyesus, in un post sui social dove si rivolge direttamente alla popolazione di Tenerife.

“Le autorità spagnole hanno preparato un piano attento e dettagliato”, ha continuato Ghebreyesus: “I passeggeri saranno trasferiti a terra nel porto industriale di Granadilla, lontano dalle aree residenziali, in veicoli sigillati e sorvegliati, attraverso un corridoio completamente cordonato e rimpatriati direttamente nei loro paesi di origine. la richiesta dell’Oms alla Spagna non era arbitraria. È stato fatto nel pieno rispetto dei regolamenti sanitari internazionali, il quadro giuridicamente vincolante che definisce i diritti e gli obblighi dei paesi e dell’Oms quando rispondono agli eventi di salute pubblica di interesse internazionale. Secondo tali regole, il porto più vicino con sufficiente capacità medica deve essere identificato per garantire la sicurezza e la dignità di coloro che sono a bordo. Tenerife ha soddisfatto quel criterio e la Spagna lo ha onorato”. Così il primo ministro Pedro Sánchez: “Accettare la richiesta dell’Oms e offrire un porto sicuro è un dovere morale e giuridico nei confronti dei nostri cittadini, dell’Europa e del diritto internazionale. La Spagna sarà sempre al fianco di chi ha bisogno di aiuto”.

Articolo di Lilli Goriup

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