Bau Beach di Barcola: il mare con il nostro cane richiede buon senso e rispetto

I consigli per una corretta e sicura gestione in spiaggia, tra prevenzione, colpi di calore e la giusta convivenza.

Di Emanuele Esposito
Presidente dell’associazione Cani Salvataggio Trieste (SICS FVG), istruttore cinofilo e istruttore cinofilo da soccorso nautico.

27 giugno 2026 – ore 11:00 – L’inaugurazione della nuova Bau Beach di Barcola, avvenuta nei giorni scorsi, rappresenta un passo importante per la nostra città e per tutti i proprietari di cani che desiderano condividere il mare con il proprio compagno a quattro zampe. In questo contesto, è doveroso rivolgere un plauso al Comune di Trieste, che ha installato un cancello fondamentale per evitare pericolose fughe verso la strada, accogliendo molte delle indicazioni che il sottoscritto ha avuto modo di suggerire per agevolare la gestione dell’area e limitarne al massimo i rischi.

Tuttavia, l’apertura di un’area dedicata non deve mai farci abbassare la guardia. In spiaggia devono essere rispettate tutte le corrette regole di gestione già previste per le aree di sgambamento del Comune di Trieste, alle quali vanno necessariamente aggiunte specifiche e fondamentali accortezze legate all’ambiente marino e al clima estivo.

In qualità di istruttore cinofilo, desidero quindi richiamare l’attenzione dei proprietari e condividere alcune linee guida per una fruizione della spiaggia sicura e consapevole.

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Attenzione al caldo e all’asfalto

L’ondata di calore di questi giorni non va sottovalutata. I cani non sudano come noi, ma disperdono il calore principalmente attraverso la respirazione e, proprio per questo, soffrono moltissimo le alte temperature. Pertanto:

  • Evitare le ore centrali della giornata: nonostante la presenza del mare, recarsi in spiaggia nelle ore più calde rappresenta un rischio inutile e pericoloso.
  • Il test dell’asfalto: ricordiamoci sempre che i nostri cani non indossano le ciabatte. L’asfalto bollente o i ciottoli roventi possono provocare gravi ustioni ai polpastrelli.

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Il rischio dell’acqua di mare

Un aspetto fondamentale è l’idratazione preventiva e costante. È indispensabile fornire sempre acqua dolce e fresca al cane per evitare che, spinto dalla sete, beva l’acqua di mare. L’ingestione di acqua salata può provocare conseguenze immediate, tra cui dissenteria, vomito e, nei casi più gravi, un vero e proprio rischio di intossicazione da sodio.

La gestione fuori dall’acqua e il rispetto degli spazi

Fuori dall’acqua, il cane deve essere gestito con attenzione e rigore. La Bau Beach è uno spazio condiviso, frequentato ormai stabilmente anche da persone che non possiedono cani.

  • Gli asciugamani altrui: è fondamentale evitare che il cane, bagnato o insabbiato, sporchi o si scuota sugli asciugamani delle altre persone.
  • Prevenire le liti: bisogna evitare che i cani entrino in contatto ravvicinato e incontrollato tra loro. Questo vale non solo per i maschi, che potrebbero innescare liti per competizione, ma anche per le femmine: il gioco troppo irruento o l’eccessiva eccitazione in un ambiente ristretto possono facilmente degenerare.
  • La passeggiata igienica: è consigliabile, ogni 40-60 minuti, allontanarsi dalla spiaggia per una breve passeggiata, consentendo al cane di fare i propri bisogni nei luoghi idonei e contribuendo così a mantenere il decoro dell’area.

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Non tutti i cani sono “da mare”

In conclusione, la regola d’oro è sempre la stessa: usare buon senso e rispetto.

Al di là delle razze storicamente selezionate per il lavoro in acqua, come Golden Retriever, Labrador Retriever o Cão de Água, molti altri cani non sentono alcuna necessità, né alcun desiderio, di andare al mare.

Spesso portarli in spiaggia a tutti i costi, sotto il sole cocente, rappresenta più un nostro vezzo personale che una reale esigenza del cane: un’idea distorta, figlia di un’eccessiva antropomorfizzazione dell’animale. Imparare a leggere i suoi bisogni significa anche capire quando è preferibile lasciarlo riposare al fresco, in casa, tutelando prima di tutto il suo benessere.

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