Savino: «Sbloccati 200 milioni per Servola, il traffico pesante può lasciare il centro di Trieste»

27 giugno 2026 – ore 10:30 – Via libera ai finanziamenti per il progetto di riqualificazione di Servola e delle infrastrutture collegate. Con la firma del decreto ministeriale che sblocca le risorse, l’Autorità di Sistema Portuale potrà ora procedere alla pubblicazione del bando per l’avvio dell’intervento. A renderlo noto è il sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Sandra Savino, che definisce il provvedimento “un risultato concreto per Trieste, per il porto e per l’intero sistema logistico del Nord Est“, spiegando che il dossier è stato seguito dal Ministero dell’Economia insieme alla Ragioneria Generale dello Stato e agli uffici competenti. L’investimento complessivo ammonta a circa 199,8 milioni di euro, di cui 180 milioni finanziati attraverso il Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR e 19,769 milioni provenienti dal Fondo investimenti previsto dalla Legge di Bilancio 2025. Il progetto prevede la messa in sicurezza permanente delle aree dell’ex Ferriera di Servola, la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria commerciale con dieci binari da 750 metri, un collegamento diretto con la Grande Viabilità Triestina, nuovi edifici destinati alle attività portuali e logistiche e un parco urbano aperto alla cittadinanza.

Secondo Savino, lo sblocco dei fondi consentirà di accelerare la riconversione dell’area industriale e di rafforzare la competitività del porto di Trieste attraverso un potenziamento dell’intermodalità ferroviaria e stradale. Il sottosegretario ha inoltre spiegato che il progetto si inserisce nel lavoro avviato con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per lo spostamento del punto doganale, con l’obiettivo di alleggerire il traffico pesante dal centro cittadino e rendere più efficiente il sistema dei controlli e della logistica. “Servola, insieme al Molo VIII, può cambiare il volto della città e il profilo economico di Trieste“, conclude Savino, indicando tra gli obiettivi la riduzione del traffico pesante nell’area urbana, l’aumento della capacità ferroviaria e una maggiore attrattività per gli investimenti.

Articolo di Francesco Viviani

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