SIOT, Telsy e QTI con il porto. Una firma per la comunicazione quantistica sicura

19.10.2022 – 08.31 – Comunicazione quantistica, porto di Trieste e cyber security al centro di due giorni di workshop operativo, ieri 18 ottobre e oggi, che si rivolge a nuovi partner nel mondo dell’impresa e della finanza dopo la sottoscrizione, a luglio scorso, di una convenzione quadro tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Sissa, Università degli Studi di Trieste, Area Science Park e CNR. L’accordo di questa estate prevedeva la possibilità di creare partenariati specifici per lo sviluppo e l’implementazione di progetti pilota su catene logistiche di interesse per il sistema portuale dell’Adriatico Orientale, ed ecco l’occasione dell’incontro organizzato nel salone di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia proprio dall’Autorità di Sistema Portuale, focalizzato sull’applicazione dei sistemi di crittografia quantistica (Quantum Key Distribution o QKD), che consentono una comunicazione sicura di dati attraverso cifratura virtualmente a prova d’attacco, alla logistica portuale e alle catene del valore all’interno quali il porto di Trieste, nella sua dimensione internazionale, ricopre un ruolo chiave.

“Il nostro obiettivo”, ha dichiarato, dopo l’introduzione e i saluti dell’assessore Pierpaolo Roberti in rappresentanza di Regione FVG, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Zeno D’Agostino, “è quello di diventare uno hub tecnologico innovativo, ma la completa digitalizzazione del nostro scalo impone un alto standard di sicurezza per proteggere i dati”. La cyber sicurezza e la comunicazione sicura, già protagonisti di recenti interventi divulgativi e seminari, si confermano come eccellenza di Trieste e il convegno riunisce importanti attori e aziende nazionali e internazionali non soltanto nel campo navale, della logistica e trasporti e della ricerca, ma anche delle infrastrutture strategiche come energia, telecomunicazioni e aerospaziale, e il mondo degli investimenti. Non solo teoria, perché il workshop sulla comunicazione quantistica fa anche da cornice al protocollo d’intesa su un primo progetto sperimentale transnazionale fra SIOT (la società del gruppo TAL che nel porto di Trieste gestisce l’Oleodotto Transalpino), Telsy (società del Gruppo TIM specializzata nella protezione di dati e comunicazioni sensibili), e Quantum Telecommunications Italy (QTI), prima società italiana dedicata alla produzione di sistemi di Quantum Key Distribution, nata dall’Istituto Nazionale di Ottica del CNR e partecipata da Telsy. L’ambizioso traguardo finale è quello di realizzare un’autostrada quantistica per la trasmissione dei dati lungo l’Oleodotto Transalpino e per consentire alla SIOT e al porto di Trieste di collegarsi da un lato alla infrastruttura quantistica nazionale (l’ Italian Quantum Backbone , dorsale nazionale che oggi si estende da Torino a Matera) e, dall’altro, verso il territorio centro-europeo, creando un sistema a elevatissimi standard di sicurezza e con possibile estensione alle comunicazioni con mezzi navali da e verso il porto su brevi e lunghe distanze, anche via satellite e attraverso lo spazio. “Dopo pochi mesi dal primo accordo”, ha rimarcato il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale, Vittorio Torbianelli, che ha ideato e coordinato il workshop, “si vedono già sviluppi concreti con il coinvolgimento di imprese leader di livello internazionale. La firma di oggi tra tre importanti soggetti del mondo privato, dimostra il potenziale di questo progetto e le ricadute che può generare per l’economia del territorio, grazie al fondamentale supporto dell’università, degli enti scientifici coinvolti e delle istituzioni”.

Sarà possibile, in un prossimo futuro, che queste applicazioni della ricerca teorica e della fisica, concretizzatesi in alta tecnologia, si trasformino in imprenditorialità e occupazione, permeando in modo sensibile l’economia triestina e del Friuli Venezia Giulia? “Penso”, ha sottolineato il presidente D’Agostino rispondendoci, “che questi siano segnali importanti. È un modo significativo per portare ciò che è teoria pura alla sua applicazione: lo si fa attraverso il mercato. Il fatto che oggi un soggetto importante del porto di Trieste faccia un accordo commerciale per aumentare la sua capacità di protezione e di resilienza nei confronti dei cyber attacchi, entrando nel dialogo con aziende di avanguardia, è la modalità attraverso la quale un po’ alla volta queste cose si riflettono e si diffondono sul territorio stesso. E si sono diffuse, come ha detto giustamente Alessio Lilli di SIOT, grazie al fatto che siamo partiti da un protocollo che coinvolgeva chi fa ricerca. Sono dinamiche che progressivamente, magari anche lentamente ma efficacemente, portano a un circolo virtuoso che poi porta a un vantaggio per il territorio. Questa è la modalità”. In merito agli sviluppi del protocollo d’intesa, D’Agostino si è detto soddisfatto e fiducioso di un riflesso molto rapido su altre realtà. “È chiaro”, ha rimarcato D’Agostino, “che se SIOT adesso applica queste tecnologie per proteggere i propri sistemi, già domani mattina m’immagino che altri soggetti del porto lo faranno, e quindi diventeremo il punto di riferimento per chi ha bisogno di un’applicazione concreta di esse. Mi fa piacere che il facilitatore di queste dinamiche sia stata in questo caso l’autorità portuale. Pensiamo che su questi temi si giochi il futuro: e allora, a questo punto, tutti quei cervelli che stanno là in collina finalmente avranno un senso”. Ed è veramente possibile immaginare Trieste come centro d’eccellenza di queste tecnologie? “Si. Però in un’ottica concreta, del tipo che stiamo vedendo in queste due giornate. Se rimaniamo solo un centro d’eccellenza per la ricerca, è chiaro che le cose resteranno lì e basta. Sono invece territori che dobbiamo esplorare in modo dinamico e argomenti su cui dobbiamo accettare una sfida a vari livelli: su quello teorico siamo pronti, a livello pratico è venuto il momento di muoversi velocemente, e a questo punto di fare ragionamenti importanti. È un sistema intero, quello che si deve muovere: la nostra parte la stiamo facendo, e su questi temi si gioca il futuro porto e dell’autorità portuale stessa. Non solo in tema marittimo, ma come hub tecnologico digitale”.

[r.s.]

Roberto Srelz
Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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