11.4 C
Trieste
lunedì, 5 Dicembre 2022

Trieste, il Porto e i quanti: è la rivoluzione delle comunicazioni “hacker proof”

16.07.2022 – 08.00 – “Non è una bella giornata ma, per il porto di Trieste, è un momento importante”. Nel giorno della chiusura dell’attività produttiva del polo di Bagnoli della Rosandra di Wärtsilä Italia, Zeno D’Agostino e l’Autorità di Sistema Portuale annunciano l’inizio di una nuova era delle comunicazioni nel settore della logistica e dei trasporti: utilizzare le proprietà quantistiche per codificare e proteggere dati e comunicazioni in modo assolutamente inviolabile, tramite la crittografia quantistica.
Ma torniamo al 2021. Dopo l’esperimento di comunicazione “hacker proof” avvenuta a ESOF 2020, alla presenza dell’ex premier Giuseppe Conte, anche nell’occasione del G20 triestino si era tornato a discutere di tecnologia quantistica. Una comunicazione tra l’ateneo giuliano e il Porto Vecchio, che ha coinvolto tre stati e tre città, ovvero Trieste (Italia), Ljubljana (Slovenia) e Fiume/Rijeka (Croazia). La trasmissione aveva viaggiato per oltre 80 km, via fibra ottica, alla presenza dei Ministri per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, per Innovazione tecnologica e transizione digitale Vittorio Colao e delle delegazioni estere presenti al G20. La dimostrazione era stata organizzata congiuntamente dal prof. Angelo Bassi del dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e dal gruppo di Comunicazioni Quantistiche dell’Istituto Nazionale di Ottica del CNR guidato dal Dr. Alessandro Zavatta nell’ambito del Progetto “Quantum FVG” finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Da allora l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha guardato con particolare interesse a possibili processi di sperimentazione di queste nuove tecnologie nel settore. Partendo dalla premessa che il Friuli Venezia Giulia è una Regione in cui coesistono centri di eccellenza nel settore della ricerca scientifica con solide collaborazioni internazionali, unitamente a uno dei maggiori hub logistici su scala europea come il porto di Trieste, è stato naturale per l’Autorità di Sistema Portuale attivare un dialogo con le principali Istituzioni di settore. Così da promuovere nuove iniziative congiunte di studio delle basi teoriche e sperimentali e di applicazione della comunicazione quantistica nel settore.

Nella Torre del Lloyd si sono riuniti i rappresentanti della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), l’Università degli Studi di Trieste, l’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste – Area Science Park e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR. Il cluster delle realtà scientifiche che hanno sottoscritto la convenzione quadro in tema di comunicazione quantistica rappresenta le eccellenze che caratterizzano la Trieste Scientifica. L’accordo prevede, in particolare, la possibilità di creare partenariati ad hoc per lo sviluppo e l’implementazione di progetti pilota su catene logistiche selezionate di interesse per il sistema portuale dell’Adriatico Orientale. “È la prima volta che capita di avere tutti questi cervelli qui dentro – esordisce il presidente D’Agostino – Trieste è la capitale dell’innovazione e il porto deve essere considerato come un hub digitale. Ci stiamo lavorando da tempo e l’accordo si inserisce all’interno del progetto di visione strategica del porto: oggi parliamo del futuro”. “La comunicazione quantistica è lo strumento ideale – aggiunge – anzi è il futuro per questo tipo di sicurezza. Inoltre c’è un ruolo nuovo che vogliamo dare al porto, quello di hub tecnologico, dove la gestione dati, sia in termini di cavi sottomarini che di gestione di stock di grandi quantità di informazioni, è uno degli obiettivi a cui stiamo lavorando; la presenza a Trieste di importanti centri di ricerca non fa che favorire questo nostro approccio”.

A fornire il quadro di come la comunicazione quantistica sia intrinsecamente sicura è proprio il prof. Angelo Bassi. Il fisico ha delineato gli aspetti salienti del nuovo sistema crittografico, spiegando che le comunicazioni cifrate, attualmente, si basano su un meccanismo di generazione delle chiavi (RSA) sicuro nella pratica, ma non al 100 per cento. Con una capacità di calcolo sufficientemente potente le chiavi possono essere ricostruite. Attualmente queste elevatissime capacità di calcolo non ci sono, ma con l’avvento dei futuri computer quantistici, con un numero sufficiente di qubit – ovvero l’unità di informazione quantistica – sarà possibile crackare la stragrande maggioranza dei sistemi crittografici attualmente in uso. La soluzione che la comunicazione quantistica offre è quella di creare un sistema di generazione delle chiavi intrinsecamente sicuro. Come? Tramite lo scambio di fotoni – l’unità di base della luce – che, come tutti i sistemi quantistici, sono molto fragili; mantengono le loro proprietà quantistiche solo se lasciati indisturbati. L’attacco hacker ne modifica lo stato, lasciando una traccia. Mittente e destinatario noteranno questa traccia, interrompendo la comunicazione e riprendendola una volta ripristinati i livelli di sicurezza.

Un territorio di eccellenze dunque, dove Università, mondo scientifico e porto possono dialogare, se messi a sistema in modo proficuo, come hanno testimoniato anche i rappresentanti degli altri enti firmatari.

“La firma di oggi dà avvio a un progetto di sviluppo tecnologico che diventerà modello per l’Italia e l’Europa, anche in termini di dialogo tra istituzioni scientifiche e realtà produttive del territorio.” – afferma il rettore dell’Università degli Studi di Trieste Roberto Di Lenarda – “Il percorso che ha portato alla convenzione è iniziato nel 2019 con il progetto “Quantum FVG”, finanziato da Regione e coordinato dal nostro ateneo, per la realizzazione di una rete locale di comunicazione quantistica. Questa esperienza, unita alle competenze che metteremo in campo nel Partenariato PNRR su Scienze e Tecnologie Quantistiche e nella costruzione dell’infrastruttura europea di comunicazione quantistica EuroQCI, fanno di UniTS partner qualificato per il successo del progetto che inauguriamo”.

Per il direttore della SISSA Andrea Romanino: “Questa convenzione rappresenta un ulteriore esempio della capacità del nostro territorio di fare sistema e di mettere a frutto le competenze di punta della ricerca, in questo caso attorno a un progetto promosso dall’Università. La collaborazione con l’Autorità Portuale non è nuova alla SISSA ma è significativo che avvenga questa volta su temi attinenti alle scienze quantistiche, a riprova delle ricadute che la scienza fondamentale può avere per il nostro sistema produttivo.”

“La presenza nei nostri campus di infrastrutture di ricerca e tecnologiche, quali un laboratorio di sequenziamento associato a un data center per l’analisi dei dati di genomica e laboratori per l’analisi della materia alla scala atomica, uniti alle comprovate competenze in scienze della vita e data science, ci permette di avere un approccio multidisciplinare alla ricerca” racconta la presidente di Area Science Park Caterina Petrillo, che aggiunge: “Questo approccio lo applicheremo anche nello studio della Quantum Information. Abbiamo, infatti, un programma di studio sulla natura quantistica di processi biologici, come le mutazioni nei virus. Le nostre competenze e infrastrutture saranno al servizio di questa iniziativa”.

E ancora, Stefano Fabris direttore dell’Istituto officina dei materiali: “Questo accordo rappresenta un’ambiziosa sfida che veicola la ricerca fondamentale su obiettivi strategici nazionali e che permetterà di rafforzare le sinergie esistenti tra le istituzioni scientifiche del sistema Trieste, offrendo importanti ricadute sul territorio. Il CNR è un riferimento nel campo della comunicazione quantistica e coordina la partecipazione italiana alla QuantumFlagship Europea. Nell’ambito di questa collaborazione metterà a disposizione competenze e infrastrutture per lo sviluppo di nuove tecnologie, materiali e dispositivi quantistici, con particolare riferimento alla crittografia quantistica per la trasmissione sicura su fibre ottiche”.

Infine, l’assessore Alessia Rosolen: “Ci sono degli aspetti che vorrei sottolineare: il primo riguarda l’amministrazione regionale, che investe molto in ricerca, perché crediamo che le ricadute e il trasferimento tecnologico sul territorio siano il vero volano che possiamo dare alla realtà che rappresentiamo; il secondo aspetto che mi aveva colpito, in particolare nel momento in cui l’Università di Trieste aveva presentato questo progetto, era la capacità di disegnare e rimettere al centro delle reti che si stanno sviluppando sul territorio europeo la città di Trieste. Ne parliamo oggi, con quello che sta succedendo anche a Wärtsilä, perché è un aspetto di visione geopolitica e di sviluppo. Un a tout importante che noi possiamo dare rispetto al territorio nazionale”.

mb.r

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore