‘Modello Marghera’ per Trieste? Confitarma lancia l’idea per le crociere

02.08.2021 – 07.00 – Il nuovo DL Venezia varato dal governo che mira a porre fine alla crocieristica nella laguna, fonte di continue polemiche con la commissione UNESCO e la popolazione locale, pone nuovamente in una buona luce il porto di Trieste quale tangibile alternativa. Non è una novità, considerando come lo scalo giuliano sia, nell’ultimo biennio, la soluzione preferita per le navi dirottate dalla Serenissima; tuttavia l’ “ufficialità” che circola negli ultimi mesi lascia trapelare possibilità concrete di lunga durata. Il DL Venezia vieta infatti il transito nel bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca alle navi da crociera, impedendo di raggiungere la stazione marittima di Venezia Terminal Passeggeri (Vtb). Il Porto di Marghera tuttavia non può essere una valida alternativa, perchè offre alle navi bianche 2 soli accosti, a fronte dei 7 che offriva Vtb. I lavori per realizzare i nuovi accosti termineranno, secondo le stime, appena nel 2023 e nel 2026.
Ed è qui che fa nuovamente capolino Trieste. Beniamino Maltese, vicepresidente di Confitarma e di Costa Crociere, auspica infatti che si replichi nello scalo giuliano il modello Marghera, ovvero lo stanziamento di fondi pubblici per allestire approdi temporanei su banchine alternative. Banchine destinate alle navi bianche. Si tratta però per Maltese di una soluzione volta a limitare i danni per Venezia, tutta temporanea.
“Confitarma suggerisce la possibilità di creare maggiori sinergie con il Porto di Trieste (Porto Vecchio), previo accordo con il concessionario, con una modalità simile a quella che sarà adottata a Marghera“- ha dichiarato Maltese, come riportato dal giornale specializzato Shipping Italy.

La dichiarazione di Maltese evidenzia come vi sia uno spiraglio di tempo per Trieste, all’interno del cronoprogramma veneziano. Se infatti gli approdi di Marghera richiederanno in media cinque anni di lavoro, durante cui la città rimarrà senza una reale capacità di accoglienza crocieristica, allora questo è anche il tempo di cui dispone Trieste per battere, nella velocità di costruzione e nell’efficacia, l’ex Serenissima.
Maltese ha infatti discusso di “ridurre al minimo le perdite di capacità di accoglienza”. Tuttavia se Trieste dimostrasse, con le strutture ad esempio in Porto Vecchio, di saper accogliere le crociere meglio e di più della stessa Venezia, senza limitarsi a un ruolo di sostituto “in panchina”, il traffico crocieristico risulterebbe dirottato definitivamente e non solo in via emergenziale, come avviene oggigiorno.  Questo va da sé, a fronte dei svantaggi che il turismo crocieristico comporta, specie nell’impatto ambientale delle navi bianche, fortissime inquinanti.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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