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martedì, 6 Dicembre 2022

Grandi navi, addio? Msc e Costa crociere abbandonano Venezia

14.08.2020 – 09.02 – Tempestati tra l’incudine del movimento “No Grandi Navi” e il martello delle precauzioni anti Covid-19, Msc e Costa Crociere hanno ufficialmente comunicato che nessuna grande nave transiterà a Venezia entro la fine del 2020.
Il gioiello lagunare, la cui eredità storico-artistica era in pericolo proprio a causa delle crociere, stando all’Unesco, rimarrà dunque fuori dai percorsi di due delle maggiori compagnie crocieristiche. Msc ripartirà il 16 agosto da Genova, mentre Costa il 6 settembre da Trieste; nel primo caso per un percorso che si snoda nel Mediterraneo occidentale, da Napoli a Palermo; nel secondo caso per una crociera in Grecia.
La scelta delle due compagnie di escludere la Serenissima deriva maggiormente dalle difficoltà di mantenere adeguate precauzioni di sicurezza in una città tradizionalmente “affollata” quale Venezia; piuttosto che per una questione di danni ambientali (e storici) alla laguna.
Ha inoltre pesato la minaccia delle proteste del movimento “No Grandi Navi” che prosegue ormai dal 2012, cioè da quasi un decennio, una lotta contro il turismo di massa crocieristico nel fragile ambiente lagunare. Quando si ventilava se far ripartire le crociere per Ferragosto, il movimento aveva promesso un boicottaggio con possibili danneggiamenti.

Diversa l’opinione delle masse di lavoratori che lavorano con le navi bianche o indirettamente traggono da quel bacino di clienti i propri profitti: alcune migliaia di persone, a partire dagli operatori marittimi e i rimorchiatori, passando ai trasportatori, le hostess, le agenzie di viaggio (ancora in crisi per il Covid-19), alle guide turistiche e i tassisti.
Le navi bianche garantivano inoltre lavoro a hotel e ristoranti, vetrerie e negozi turistici, per un totale stimato intorno alle 1700 persone il cui lavoro supportava 4mila famiglie.
Come nel caso della Ferriera di Servola e Trieste, la soluzione che ci si dovrebbe porre è quella della riconversione lavorativa; privilegiando una diversa forma di turismo tale da preservare l’integrità Unesco veneziana. I danni inoltre di vent’anni di turismo crocieristico a Venezia pongono la domanda se e come questa sia la via da perseguire anche a Trieste; nonostante le condizioni giuliane siano profondamente diverse, a partire dalla sua natura di scalo di passaggio, anziché destinazione finale.

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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