L’Unesco “bacchetta” Venezia: via le crociere e le navi portacontainer

30.07.2020 – 08.00 – È ancora vivo nella mente dei veneziani lo scontro avvenuto, lo scorso 2019, tra la nave da crociera “MSC Opera” e un battello fluviale, con un disastro scampato per miracolo nella laguna. Il fatto aveva rivitalizzato il Comitato “No alle Grandi Navi” che da decenni si opponeva alle navi bianche a Venezia; trovando il sorprendente appoggio del ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. A distanza di (quasi) un anno, dopo la bufera Covid-19, Venezia però ancora tentenna, non si decide. E interviene l’Unesco a ribadire l’incompatibilità tra una città millenaria e la presenza di colossi del mare quali le navi bianche. Allo stadio attuale, in via provvisoria, Venezia ha scelto di spostare le navi da crociera a Marghera per tutta la durata del 2020. Secondo però l’Unesco non basta: occorre dare piena assicurazione che le crociere a Venezia non ci torneranno più; e con loro anche le maxi navi portacontainer. Imperativo inoltre porre un freno alla crescita brutalista dei grattacieli a Mestre senza costruire edifici con più di 8 piani; e già che ci siamo diradare i continui voli all’aeroporto “Marco Polo” di Tessera.

Venezia non se la cava un granché meglio, nel giudizio dell’Unesco, passano dal mare al centro storico: è vero, la gestione è migliorata, sono arrivate le “smart control room”, si valuta un contributo di accesso… Ma rimane l’insopprimibile problema di “un numero di visitatori che eccede largamente la capacità della città“.
Quelli dell’Unesco, va da sé, rimangono consigli: ma evidenziano che Venezia ora più che mai dopo la pausa del Covid-19 deve decidere quale destino adottare. Continuare sulla strada del turismo di massa, nonostante letteralmente “trituri” la città? Scegliere un futuro marittimo-industriale a discapito dell’ambiente lagunare e dei canali? Ammesso che il porto riesca a “sbrogliare” l’intricata matassa burocratica dei dragaggi del fondale, da tempo bloccati. Preferire una depressione economica conseguente a misure volte a ridurre il turismo e a preservare il patrimonio storico? In tutti i casi Venezia dovrà sacrificare una propria componente chiave.