Grotta delle Torri di Slivia, in mostra il primo modello 3D di pseudoscorpione

13 giugno 2026 – ore 10:30 – Le grotte del Carso presentano, nelle proprie profondità, una fauna cresciuta lontana dalla luce: forme strane e meravigliose delle quali lo pseudoscorpione troglobio (Neobisium reimoseri) ne è un prefetto esempio. Si tratta di un minuscolo scorpione, di appena 4-5 mm, la cui evoluzione riflette alla perfezione le necessità di un ambiente ipogeo. Tuttavia, per chi visita una grotta, appare difficile comprendere caratteristiche e dimensioni di insetti tanto piccoli; e giunge qui in soccorso la recente riproduzione, in 3D, dello scorpione in oggetto. E’ la prima volta che un simile insetto delle grotte viene riprodotto, con esattezza al millesimo, tramite stampante 3D. Il modellino, molto utile per afferrare le caratteristiche base dell’essere, sarà esposto alla Grotta delle Torri di Slivia.
“L’idea nasce un po’ per caso e un po’ per necessità. Andando spesso in grotta con Corrado e per conto di AGTI– Associazione Grotte Turistiche Italiane” spiega Gianpaolo Di Silvestro, paleontologo “io mi sono reso conto che spesso le persone hanno difficoltà a capire e vedere cosa realmente hanno davanti i loro occhi e dove si trovano. Per cui quando spieghi la fauna troglobia, cioè tutti quegli animali che vivono in grotte, in ambienti ipogei, la cosa diventa complessa. Così parlando con la dottoressa Valentina Balestra che effettua ricerche sugli animali di grotte e dopo le collaborazioni con Sincrotone, è nata l’idea di studiare come scansionare ad altissima risoluzione e modellizzare alcuni esemplari catturati”.

La realizzazione dello scorpioncino è stata poi possibile grazie ad Elettra Sincrotrone e un contributo regionale stanziato dal Servizio Geologico della Regione Friuli Venezia.
In merito al progetto Corrado Greco, presidente nazionale di AGTI – Associazione Grotte Turistiche Italiane, ha dichiarato: “Da tempo siamo impegnati, sia come associazione che come gestore del sito Torri di Slivia, a restituire alle grotte il loro valore storico e naturalistico. Tutto quello che si muove o arriva sul suolo, penetra e raggiunge gli ambienti ipogei che hanno la capacità di conservare e restituire sotto forma di informazioni preziosi sia ai ricercatori e studiosi che ai visitatori. Questo è un valore molto importante perché ci permette non solo di scoprire l’evoluzione di un dato territorio, ma anche di leggere lo stato di salute dell’ambiente oggi”.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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