09.06.2020 – 08.00 – “La nostra storia inizia a Trieste, nel secondo dopoguerra. In quel porto d’Austria voluto trecento anni fa da Carlo VI. È il 1947. La città è stata snaturata dal fascismo, sfregiata dai bombardamenti alleati, violentata dall’occupazione titina, ed infine amministrata dagli Alleati. Il jazz che viene suonato nelle osterie. Il jazz, è per i giovani la voce della speranza: la promessa di un nuovo inizio.”
È cominciata così, con queste parole tratte dal testo “Il panettiere e la Luna – Ballata per un cappuccino“, scritto da Marco Rodriguez e interpretato poi dai musicisti Diego Zotti al pianoforte, il maestro e artista Paolo Cervi Kervischer al sassofono e Marinella Miletich la voce, la mattinata dei ragazzi della scuola Bergamas per concludere la fine di un anno scolastico astruso dentro le mura di casa con le lezioni online.
Grazie alla volontà delle insegnanti e dei ragazzi che hanno, ognuno, letto e interpretato pezzi del testo, gli artisti della performance hanno confermato, con i loro strabilianti interventi musicali, l’importanza della cultura come collante di tutti gli individui di una società.
Il Covid-19, la quarantena, l’improvvisa segregazione per proteggersi da un nemico considerato invisibile, ha coinvolto in prima linea tutti i ragazzi e gli insegnanti delle scuole che, con temerarietà e impegno, si sono attrezzati per sostenere l’insegnamento a distanza con le lezioni e i compiti online.
Tema dell’anno per la classe seconda, è stato proprio il 1600 con le sue guerre e la peste. Come coronamento di un momento cruciale, dimostratosi molto difficoltoso anche per gli insegnanti, il gruppo della scuola Bergamas ha voluto concludere l’anno a distanza, ma uniti nella cultura in tutte le sue forme.
La perfomance de “Il Panettiere e la Luna” è stata interpretata e ripresa online dalla casa-atelier di Paolo Cervi Kervischer, anch’egli coinvolto nell’iniziativa con il suo sassofono e con i suoi inconfondibili quadri a regalare uno sfondo di leggerezza e sospensione dalla pesantezza di una quotidianità, rivelatasi drammatica in questi ultimi due mesi. A riempire la bellezza dell’ambiente, c’è stata la voce penetrante di Marinella Miletich sulle note del compositore e pianista Diego Zotti che, insieme a Paolo Cervi Kervischer al sassofono, hanno regalato un’ora di serenità a tutti gli spettatori online, tra genitori, studenti, parenti e amici. La storia interpretata non è stata da meno, come originalità e interesse storico.
La casa di un fornaio si rende narratrice delle vicende del suo padrone e delle notti insonni ad ascoltare la tanto amata musica jazz. Ambientata nel secondo dopoguerra a Trieste, il testo vuole raccontare sia le vicende storiche di un momento cruciale per la storia della nostra città, ma soprattutto un sottofondo in sordina di quelle sensazioni clandestine lasciate a vivere dentro le osterie, luoghi di ritrovo per regalarsi la collettività, l’emozione di un bicchiere in più, mentre ci si lasciava andare tra un pianto liberatorio o un canto appassionato. Ma più di ogni altra cosa, il jazz. Suonato di nascosto, poiché considerato da Mussolini “un genere musicale per negri ed ebrei”, il jazz diventa la valvola di sfogo e la culla di conforto di quella generazione devastata da un’altra guerra. Simbolo profetico su questo sfondo è il fornaio panettiere Giorgio Sircelli che, dopo aver conosciuto di notte in una bettola fumosa “zio John”, un soldato inglese suonatore di jazz al sassofono, si innamora di questa musica e sogna di poter viaggiare il mondo in cerca di libertà. Ma il mondo lo vedrà soltanto di notte, sognando ad occhi aperti dalla sua finestra, poiché la bottega del padre doveva continuare per concedere ancora, ogni giorno, il pane alla gente.
Nella solitudine di questa scelta, nascono i Kipfel a forma di luna crescente, contemplata di notte nel silenzio della città, dove soltanto il lavoro del fornaio creava vita per donarla alla luce del sole e nelle bettole si suonava di nascosto la musica che concedeva sollievo agli animi stanchi.
Ogni pezzo è stato accompagnato e magnificamente interpretato da intermezzi di musica jazz tra i più belli come: Mr George; Blue Moon; Stormy Weather; The Golden Apple Swing; “Capuchin” e molti altri. Come dono simbolico della performance, sono stati portati dei Kipfel a tutte le insegnati e ragazzi che hanno partecipato da casa con le loro letture.
Francesca Schillaci


