Abc Bambini Chirurgici, tre nuovi alloggi per l’accoglienza gratuita

15.05.2025 – 15.54Tre nuovi appartamenti in via dell’Istria 37 per accogliere gratuitamente le famiglie dei piccoli pazienti che arrivano da tutta Italia per ricevere cure specialistiche all’Irccs Burlo Garofolo. Sono quelli presentati questa mattina dalla fondatrice e direttrice dell’Associazione Abc Bambini Chirurgici Giusy Battain affiancata dalla presidente Cristina Pedicchio. Presente anche l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e Beneficentia Stiftung. Attualmente gli appartamenti (da 2,4,6 persone) sono in fase di riqualificazione trattandosi di alloggi rimasti abbandonati e degradati per lungo tempo ma entro fine gennaio 2026 dovrebbero essere pronti. La trasformazione degli alloggi (due sono collegati tra loro) è notevole con la creazione di open space luminosi e l’utilizzo di materiali naturali, morbidi e duraturi. Di alta qualità gli arredi, predomina il legno.

L’associazione gestisce sei appartamenti e ogni anno accoglie 200 famiglie, “ad ognuna vogliamo dare una casa bella e pulita, essere un punto di riferimento” ha detto Battain. I tre nuovi alloggi si trovano a circa 500 mt dal nosocomio infantile. Da una ricerca svolta con l’Università di Trieste per misurare l’impatto di Abc per tre anni, il 97,8 per cento delle famiglie ha vissuto con più serenità il ricovero mentre il 100 per cento si è detto pienamente soddisfatto dell’accoglienza ricevuta. Infine, il 65 per cento ha dichiarato che i servizi dell’associazione hanno determinato la scelta di curare il proprio figlio a Trieste.

Secondo i dati del Ministero della Salute (2023), oltre 25mila bambini in Italia – pari al 5-6% dei nati – presentano difetti congeniti, tra le prime cause di mortalità nei piccoli sotto i 5 anni. In questo quadro, Trieste si conferma un punto di riferimento nazionale di eccellenza per interventi multipli e complessi nei primi anni di vita, capace di attrarre famiglie da tutto il Paese.

La necessità di accoglienza diventa ancor più urgente in un territorio a forte vocazione turistica come Trieste, dove nei periodi di “overtourism” trovare un alloggio disponibile a dei prezzi sostenibili è quasi impossibile. A ciò si somma il peso delle disuguaglianze sanitarie: molte famiglie non hanno le risorse per sostenere viaggi, soggiorni e assenze dal lavoro, con il rischio di non poter accedere alle cure offerte da centri di eccellenza. È quella che gli osservatori definiscono povertà sanitaria, che colpisce non solo chi vive in condizioni di povertà assoluta, ma una fascia sempre più ampia della popolazione.

Con i tre nuovi alloggi, di 72 mq, 72 mq e 58 mq, e un ampio deposito di circa 30 mq, l’Associazione si dota finalmente di una soluzione stabile, centralizzata e duratura. La vicinanza all’ospedale, la possibilità di modulare gli spazi in base alle esigenze delle famiglie e la creazione di una piccola comunità nello stesso stabile rafforzeranno la qualità e l’efficacia del progetto. Due delle unità saranno modulabili, per adattarsi alla composizione dei nuclei familiari; il deposito garantirà risposte rapide a bisogni pratici (come carrozzine, seggioloni o tessili di ricambio), la gestione unificata renderà più semplice e veloce l’organizzazione dei servizi.

L’assessore Riccardi ha parlato di “esperienza valoriale ed organizzativa” in una città che “dà un segno coerente con la sua storia e tradizione”. Infine un dato sul quale riflettere, il calo della natalità che si è tradotto in mille parti in meno nel 2025 rispetto all’anno scorso (6.600 contro i 7.700).

[e.b.]

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