29.08.2024 – 07.30 – Una decisione che era nell’aria da tempo adesso è diventata realtà. Come riporta La Voce del Popolo, il governo sloveno ha intimato il Comune di Capodistria di togliere le tabelle con gli antichi odonimi popolari in italiano in uso nei secoli scorsi, affisse dallo stesso negli anni scorsi, ma da subito contestate da parte della maggioranza slovena della città e infine dichiarate non conformi alla legge sull’uso della lingua slovena da parte dell’Ispettorato nazionale per la cultura. Secondo i funzionari di Lubiana i toponimi storici mancano della dovuta e corrispondente dicitura bilingue. Informati dettagliatamente sullo scopo dell’iniziativa, sulle fonti usate per i toponimi e risalenti al periodo dell’Impero austro-ungarico, gli ispettori sono rimasti fermi sulle loro posizioni e sull’intimazione di rimuovere le insegne contestate.
Il Comune di Capodistria e la Comunità Nazionale Italiana hanno fornito dettagliate documentazioni sul progetto, sui suoi fini e importanza per il territorio. Un incontro con il ministero della Cultura aveva fatto sperare che la vertenza potesse risolversi con un valido compromesso. Invece all’indirizzo della municipalità erano giunte altre ordinanze di rimozione delle tabelle.
«La decisione dell’Ispettorato per la cultura relativamente alla collocazione delle targhe con i toponimi storici a Capodistria, ancorché (forse) legittima proceduralmente, giuridicamente lascia perplessi – questo il commento del presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul -. Il danno politico e morale prodotto è incommensurabile, le targhe con i toponimi storici collocate al contrario, con il vuoto etico che comunicano, sono la pietra tombale sulla presenza storica, autoctona, degli Italiani in queste terre? È la devastante sconfitta della ragione e della politica nella sua accezione più alta e nobile». Prosegue Tremul. «Reputo più che giustificata, legittima e aderente allo spirito della legge in materia la collocazione delle targhe con i toponimi storici nella forma e nella dicitura di come sono state collocate dalla municipalità capodistriana. Come Comunità Nazionale Italiana, dopo alcuni anni di invisibilità, ritorniamo a fare nuovamente politica vera, effettiva, a tutti i livelli, che curi sì gli interessi dell’intera Comunità Nazionale Italiana e non solamente di una sua piccolissima minoranza, ma anche di tutto il nostro territorio d’insediamento storico dei Paesi di cui siamo parte integrante, qualificandoci nuovamente quale fattore propulsivo di sviluppo culturale, economico, sociale e di valori. Includiamo, dialoghiamo, collaboriamo, valorizziamo le esperienze, le relazioni costruite e le conoscenze acquisite, proponiamo soluzioni a beneficio di tutti. Impariamo dai vicini che, in questo campo, sono più virtuosi: da Buie e Valle, con i toponimi italiani diventati nomi ufficiali delle vie e piazze (senza traduzioni antistoriche e storicamente false!), alle targhe commemorative con i vari toponimi storici di Fiume». Da qui l’auspicio del presidente dell’Unione Italiana a lavorare assieme in sinergia alle Comunità degli Italiani autonome, ai parlamentari al seggio specifico al servizio delle cittadine e dei cittadini connazionali, a tutte le scuole e istituzioni. «Sono convinto che in questo modo anche la questione dei toponimi storici autoctoni in questo lembo d’Istria in Slovenia – questa la sua conclusione – troverà soluzione con la loro ricollocazione autentica e originaria».


