12 giugno 2026 – ore 07:00 – Quale messaggio porta l’elegante ketch ‘Jancris‘, da oggi ormeggiato a Trieste? Si tratta dell’inviato per l’iniziativa ‘Sulle rotte delle Malvasie. Senza confini‘, un viaggio volto a riscoprire i luoghi dove i veneziani portarono il famoso vino. Progetto culturale, pertanto: partendo da Chioggia lo Jancris compirà tredici tappe, visitando in particolare la vecchia Istria, tra Slovenia e Croazia, concludendo poi il viaggio nell’antica Ragusa. E non poteva mancare, nell’ambito dell’Adriatico, la seppur asburgica Trieste.
Organizzato dal giornalista e scrittore Maurizio Crema, già attivo a proposito delle rotte della Serenissima, dal regista Enrico Stocco, autore del documentario ‘Sulle Ali del Leone’ (2008), dal progettista culturale, ideatore del Marco Polo Project, Pietrangelo Pettenò, dagli skipper proprietari dello Jancris Alfredo e Nicoletta Giacon, dal presidente della Lega Navale Italiana Delegazione Universitaria di Roma Renato Carafa e dalla vicepresidente di Slow Food Veneto Patrizia Loiola, il viaggio si configura pertanto come una “diplomazia del vino”, un tentativo di mettere in contatto portatori di interesse sulla rivalorizzazione della malvasia. Vino comune e molto apprezzato in Istria, ma utilizzato invece come ‘base’ in Italia, la malvasia vanta un ricchissimo retroterra culturale, essendo stato uno dei tanti ‘brand’ della Serenissima. Lo bevevano tanto i marinai veneti quanto figure come Lutero, Dumas, Guy De Maupassant, Leonardo da Vinci… La toponomastica stessa di Venezia, tra calli e ‘Sotoporteghi’, riecheggia questo vino identitario.
L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Veneto, ma è completamente auto finanziata, con un supporto della Bottega Spa che ha di recente lanciato una ‘Malvasia zero’ per chi non beve alcool e dalla Banca della Marca.
“L’idea nasce da Monemvasía, nel Peloponneso, dove la Malvasia nacque grazie a una denominazione dei veneziani, apposta dopo l’anno Mille” spiega Pietrangelo Pettenò.
“Da qui la volontà di ripercorrere i luoghi della Malvasia: dopotutto è un vino presente, come nome, in tantissime località e paesi. Troviamo persino la Malvasia alle Canarie! Naturalmente non tutte derivano davvero dalla Malvasia originale. Un vino pertanto navigato, errante, portato da marinai in viaggio. Ripercorrere le tappe incontrando istituzioni, vinaioli e portatori di interesse è sembrato un passo naturale”.
Lo Jancris è una scelta particolare… “La barca è storica, perchè nata nel 1983 su contributo della Regione Friuli Venezia Giulia che la utilizzava, oltreoceano, onde visitare le comunità del FVG all’estero: Canada, Stati, Uniti, Argentina, Australia… La promozione del Made in Friuli è continuata per tanti anni e verso gli anni Duemila è stata acquistata e rinnovata dallo skipper e armatore Alfredo Giacon. La nave ha fatto 140mila miglia certificate: dal Polo Nord a ogni genere di mare, partecipando a regate e gare. Dal 2023 la nave è tornata in Italia ed è stata utilizzata da Giacon per iniziative a tema ambientale: microplastiche, sversamenti di petrolio in mare e così via. Fare il viaggio insieme è apparso, fin da subito, naturale, mettendo insieme la cultura del vino e la tutela ambientale. Considerando i riscontri avuti, stiamo già pensando di allargare il viaggio ad altre tappe della Malvasia nel mondo… E’ un esempio di diplomazia culturale dal basso che dovrebbe poi consentire di sviluppare relazioni con privati, associazioni culturali, imprese, enti pubblici…” conclude Giacon.
Articolo di Zeno Saracino


