M5S, Cgil e Usb: sì a una legge sul salario minimo

30.06.2024 – 09.30 – Conferenza stampa unitaria del Movimento 5 Stelle e dei sindacati Usb e Cgil, ieri, al bar Knulp di via Madonna del Mare. Tema: il salario minimo. Presenti, per il M5S, il capogruppo al Senato, Stefano Patuanelli, la consigliera comunale M5S, Alessandra Richetti, la coordinatrice regionale del Movimento, Eleonora Danielis, il segretario provinciale della Cgil, Massimo Marega, Alessandro Perrone e Massimiliano Generutti per l’Usb. «L’incontro di oggi sulla proposta di legge d’iniziativa popolare sul salario minimo è stata l’occasione per discutere le problematiche che schiacciano i diritti dei lavoratori nell’Italia di oggi – ha dichiarato Patuanelli – quali il lavoro povero, la crisi della rappresentanza sindacale, la proliferazione dei contratti collettivi nazionali e la precarietà. Emerge la necessità di trovare posizioni unitarie e battaglie collettive affinché il nostro Paese inverta la tendenza, in questo momento tesa a diventare un mercato che compete sul costo del lavoro con soggetti come la Cina, e diventi invece un luogo dove il diritto a un’entrata dignitosa trascini con sé anche una crescita in termini di sviluppo competitivo e valore aggiunto alle produzioni italiane. Abbiamo bisogno di uno Stato che sia in grado di proteggere e valorizzare i suoi asset produttivi strategici proteggendo il know-how dei lavoratori, che ne costituiscono la struttura portante, e che non abdichi agli interessi collettivi di un popolo dove a fronte di circa 13 milioni di lavoratori, oltre 5,5 milioni si trovano sotto la soglia di povertà».
Parole alle quali hanno fatto seguito quelle dei sindacalisti presenti. «Il problema per molti lavoratori odierni è la paga da fame – ha aggiunto Marega – che è il risultato delle infauste politiche del lavoro degli ultimi 30 anni. Per questo crediamo che il salario minimo può essere una soluzione migliorativa per i lavoratori e le lavoratrici del nostro Paese». Infine Perrone (Usb) ha ricordato come «negli ultimi anni le condizioni di molti lavoratori sono peggiorate, con paghe a livello di schiavitù e straordinari non pagati che ormai rappresentano la normalità nel mondo del lavoro, sopratutto in quello giovanile».

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