Ft: “Francia e Germania vogliono smantellare il servizio diplomatico di Kaja Kallas”

12 giugno 2026 – ore 07:30 – Secondo il Financial Times Francia e Germania stanno valutando una radicale revisione del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), il servizio diplomatico Ue attivo da 15 anni e attualmente guidato dall’ex primo ministro estone dalle posizioni fortemente antirusse, Kaja Kallas: la struttura così com’è viene definita “disfunzionale” di fronte alle crisi geopolitiche attuali. Tra le ipotesi pertanto allo studio di Parigi, di Berlino ma anche di altri governi ci sarebbero la revoca dei poteri all’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas appunto, e la redistribuzione tra la Commissione Ue e i Paesi membri delle competenze del Servizio, che ha un budget annuo di un miliardo di euro. Il quotidiano economico inglese lo scrive citando alti funzionari europei. Più nel dettaglio, tra le opzioni contenute in una valutazione elaborata dal governo francese e condivisa con gli altri Stati membri Ue,  figurerebbero una riduzione dell’autonomia di Kaja Kallas e un alleggerimento del suo controllo sulla rete di oltre 140 delegazioni diplomatiche attualmente gestite dal Seae nel mondo.

“Le capitali sono irritate, vogliono uno strumento più efficace per agire all’unisono sulla scena internazionale, esiste un rischio concreto di smembramento del Seae”, ha confidato al Ft un altro funzionario. La riforma, che secondo i suoi sostenitori potrebbe essere realizzata senza modificare i Trattati europei, ambirebbe inoltre a ridurre i costi e a eliminare le sovrapposizioni tra il Servizio, i ministeri degli Esteri degli Stati nazionali e la Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen, considerata da lungo tempo impegnata in una competizione sotterranea con il Seae per la guida della politica estera dell’Unione europea: a questo indirizzo il nostro approfondimento sull’argomento. Dinanzi alle neanche tanto celate accuse di “disfunzionalità”, Kaja Kallas ha fatto pervenire al Ft una replica per voce di un collaboratore, che ha definito l’Alto rappresentante “pienamente concentrata sull’adempimento del suo mandato”, incluso il compito di “rafforzare ulteriormente sia il Seae sia la Commissione nell’attuazione dei Trattati in materia di azione esterna e politica estera e di sicurezza comune”.

Articolo di Lilli Goriup

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