15.05.2024 – 07.01 – Una nuova (letterale) luce per il Salone degli Incanti dell’Ex Pescheria Centrale di Trieste. Giunge dall’albo pretorio la possibilità per il Comune di Trieste, balenata nella delibera n. 207, di rinnovare entro il 31 dicembre 2025 l’illuminazione del Salone oggigiorno sede della mostra ‘Amazônia‘ di Sebastião Salgado.
Si tratterebbe di sostituire in parte l’impianto di illuminazione, nello specifico 84 proiettori a luce diretta e 28 proiettori a ioduri metallici a luce indiretta, posti tra i 9 e i 12 metri di altezza. Verrebbero sostituiti con tecnologia a LED, garantendo non solo un risparmio energetico, quanto un uso maggiormente accorto della luce ‘naturale’. L’Ex Pescheria ha sempre sofferto, nella sua trasformazione a sede espositiva, di un’altezza riflesso di un luogo di mercato; direzionare la luce in maniera efficace e non dispersiva appare problematico, portando a ‘separare’ l’ambiente in grandi sezioni o cubi che sacrificano il volume architettonico dell’edificio.
E’ inoltre prevista una sistemazione dell’illuminazione dell’Auditorium attraverso la sostituzione di lampadine alogene decorative del cielo stellato all’ingresso.
A seguito della sua trasformazione nel 2006 in un Salone per le grandi mostre, l’Ex Pescheria era stata anche dotata di un impianto di pannelli solari sul tetto; di questo verrà sostituito l’inverter della guaina fotovoltaica, necessario per la trasformazione della corrente continua in corrente alternata utilizzabile. Sebbene non sia inserito nel progetto, occorrerebbe valutare una sostituzione dei pannelli solari, ormai dalla scarsa resa energetica. Infine verrà parzialmente rifatto ed ampliato l’alloggio tecnico.
I tempi, “tenendo conto delle esigenze degli spazi espositivi del Salone degli Incanti” come scrive la delibera, prevedono 2 mesi di progettazione dell’intervento, compresa l’approvazione della Soprintendenza, e 4 mesi di lavori sul manufatto, per un totale di 210mila euro di spesa.
Costruito nel 1913 e considerato uno degli ultimi grandi edifici della Trieste austriaca, la Pescheria dell’ingegnere Giorgio Polli si caratterizzò per forme sovradimensionate, cariche di una religiosità laica: una pianta a tre navate con due file di sei colonne a base quadra; un campanile dall’aspetto di una torre, in realtà serbatoio di acqua marina mimetizzato nell’edificio; vetrate rettangolari di grandi dimensioni; riquadri liberty di conchiglie, tritoni, granchi e prue di navi; e infine grandi banconi di pietra per la vendita.
Curiosità: il pesce fresco venduto alla mattina era definito ‘all’incanto‘, da cui nel 2006 il nome di ‘Salone degli Incanti’.
[z.s.]


