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domenica, 25 Settembre 2022

Teatro Tripcovich: approvato il progetto finale per la demolizione

04.03.2022 – 16.14 – Il colore che sbiadisce man mano, l’intonaco che crepa e cade, la spazzatura che ingombra il retro dell’edificio. Il Teatro Tripcovich, dalla dismissione come sala, ha avviato da tempo un processo di trasformazione in rudere che ora troverà il suo completamento con la demolizione da tempo pianificata dal Comune di Trieste, ma bloccata dai legacci della Soprintendenza delle Belle Arti a Roma. Dopo aver sbloccato anche quest’ultimo ostacolo, per il quale si era già pronunciata favorevole la Soprintendenza di Trieste, la Giunta comunale riunitasi ieri pomeriggio (giovedì 3 marzo) ha approvato il cosiddetto “progetto di fattibilità tecnico-economica per la demolizione della Sala Tripcovich“. La proposta, giunta dall’assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi, giunge alla fine di un intricato processo burocratico che si trascinava dal 2019.
“Questo è un primo passaggio importante che riguarda la progettazione – ha specificato l’assessore Lodi – seguirà poi il progetto esecutivo e quindi sarà affidata la gara per l’esecuzione dei lavori. Dopo l’avvio delle varie fasi per la demolizione della Sala Tripcovich, si procederà con la riqualificazione della Piazza Libertà che rientra nell’ambito del complessivo inquadramento di sviluppo del Porto Vecchio”.

Il ruolo di Piazza della Libertà come stazione di transito verso l’Istria e il Friuli obbligò, negli anni Trenta, alla costruzione di un edificio per le autocorriere, progettato dagli ingegneri Giovanni Baldi ed Umberto Nordio. Completata nel 1935, la nuova “Stazione Comunale Autolinee” utilizzava come materiale innovativo il cemento armato, sebbene non si caratterizzasse per una particolare grazia costruttiva. Un casermone di cemento, semplice e funzionale. Durante l’ultimo decennio del novecento (1992) lo si recuperò come teatro per sostituire il Verdi e il Rossetti che attraversavano una fase di delicati restauri. Ci si limitò però a un intervento superficiale, inserendo finte colonne neoclassiche e una facciata rosso-nera. Gli interni invece si rivelarono particolarmente pregiati sotto il profilo acustico, sebbene mantenendo il classico impianto della “scatola nera”.
L’abbattimento del Teatro Tripcovich era stato autorizzato dalle autorità competenti già nel 2019, perchè oltre a non avere elementi decorativi in senso proprio, occlude la visuale sui varchi liberty di Giorgio Zaninovich, la cui realizzazione originariamente completava il perimetro di una Piazza della Libertà molto più grande, molto più ariosa di quella odierna.
Il recupero del Porto Vecchio potrà in tal senso procedere in sintonia con un recupero della stessa, adiacente, Piazza Libertà che potrà tornare a svolgere il ruolo di “ambasciata” per i visitatori che scendono dal treno.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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