Porto Vecchio, a breve il restauro del torrente sotterraneo dell’800

01.02.2022 – 16.38 – Chiamato Klutsch o Kluc nell’ottocento, oggidì il torrente “Chiave” rappresenta uno dei principali alvei sotterranei triestini: scorre silenzioso a partire dai portici di Chiozza, dove si distacca dalla corrente principale, il “Grande”, discendendo poi lungo via Carducci (ex via del torrente, non a caso) e giungendo nel Porto Vecchio, dove discende nel mare, assieme ad altri fiumiciattoli sotterranei (il basamento del Magazzino 26, ad esempio, è percorso dal torrente Martesin). Proprio il restauro e la pulizia delle volte di pietra del torrente Chiave nella zona ex portuale impegnerà le risorse della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso un’ottica doppiamente ambientalista e utilitarista, volta alla pulizia del torrente e della sua agibilità in funzione del recupero del Porto Vecchio. Proprio infatti tra il 1875 e il 1880 all’incirca possiamo collocare la copertura e l’inserimento del torrente Kluc nella progettazione del nuovo Porto Commerciale, oggi denominato Porto Vecchio.
La Regione ha stanziato infatti 6,2 milioni per la “prevenzione del rischio idraulico nel bacino idrografico del torrente Chiave e dei suoi affluenti nel comune di Trieste”; nella pratica una serie di interventi di notevole complessità e delicatezza, volti a liberare dalla spazzatura il torrente e ad assicurare la tenuta delle sue volte. Uno stato di conservazione, nel caso di via Carducci, tale da generare preoccupazioni, specie in caso di nubifragio o eventi avversi. La Regione si occuperà in particolar modo della sezione situata in Porto Vecchio; sotto il profilo burocratico l’iter ormai è stato completato grazie all’Accordo di programma. Ora spetterà alla neo insediata Commissione tecnica comprendere come procedere in maniera condivisa e costante, nel rispetto del cronoprogramma.

Secondo l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente Fabio Scoccimarro “interverremo nel sottosuolo al fine di eliminare un problema secolare, come quello dell’effetto tappo causato dal torrente e dai suoi affluenti che ha sempre creato molti disagi. Si tratta di un progetto che mette mano a un pezzo della Trieste dell’Ottocento, quando sotto l’Impero austro-ungarico venne progettato e realizzato quel sistema di canali sotterranei che oggi sono oggetto dei lavori”.

Nel dettaglio del piano, in una prima fase è previsto un intervento – che partirà questa primavera – di messa in sicurezza dei tratti dei corsi d’acqua che dal Carso scendono verso il centro urbano di Trieste (il Rio Grande e il Farneto in primis) e che scorrono sotto le strade cittadine. Nella fattispecie i lavori presentano un quadro economico di circa 2 milioni di euro e serviranno a limitare il trasporto solido all’interno dei tratti sotterranei.
Successivamente si opererà nel passaggio del torrente Chiave che scorre sotto le vie Carducci, Ghega e Geppa e sfocia in mare in Porto Vecchio. Questo intervento, da 2 milioni di euro, già in avanzato stato di progettazione, consentirà di ripristinare le sezioni originali delle tre canne del torrente, che nel tratto terminale si presentano intasate da detriti non rimossi da molti anni, e di rimuovere i sedimenti accumulatisi nel bacino portuale.
Infine, la terza parte dell’opera (2,2 milioni di euro) riguarderà il completamento della sistemazione del tratto finale del corso d’acqua, con il completo rifacimento delle volte di copertura del torrente Chiave che in quel tratto presenta dei cedimenti rilevanti.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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