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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Rischio incendio, cosa sapere sulla manutenzione. L’importanza del presidio

21.12.2020 – 09.00 – Il 2020 è stato l’anno delle misure di sicurezza: un tema fondamentale che, mai come ora, merita cura e interesse all’interno della propria azienda. Un’attività deve infatti misurare con grande attenzione i rischi che possono intercorrere sul posto di lavoro, creando una rete di prevenzione e protezione ben salda.
Uno dei pericoli che accomunano quasi tutte le realtà lavorative è proprio quello di incendio: è dunque importante non sottovalutare tutte le fasi necessarie per la salvaguardia della propria azienda, a partire dai presidi da adottare.

“Un estintore, quando utilizzato, deve garantire il massimo dell’efficienza per poter affrontare efficacemente un principio d’incendio. Così come un impianto idrico deve garantirne il controllo, al fine di limitare danni a persone o cose, e un impianto di rivelazione e allarme deve assicurare l’avvio degli interventi di soccorso e l’evacuazione dei locali nel minor tempo possibile per l’incolumità di tutti” sottolinea l’ing. Alessandro Persiani, responsabile tecnico della sezione antincendio di Sicurezza & Ambiente SMILE s.r.l., società di consulenza operante nei settori della sicurezza e salute sul lavoro, dell’igiene degli alimenti, della tutela dell’ambiente, dello sviluppo di sistemi di gestione e della formazione del personale.

Un’azienda deve quindi essere in grado di prevenire guasti o malfunzionamenti, in modo da conservare l’efficienza e la sicurezza nel tempo di impianti e presidi grazie ad una corretta manutenzione periodica. “L’assenza, o l’inadeguatezza, di quest’ultima può essere causa di situazioni pericolose. Nonostante sia spesso sottovalutata, anche la manutenzione delle porte tagliafuoco è importantissima per mantenere condizioni di sicurezza antincendio accettabili all’interno di un ambiente. È necessario innanzitutto verificare lo stato del presidio, il serramento e l’eventuale collegamento all’impianto di rivelazione per la chiusura automatica. La porta tagliafuoco”, prosegue l’ing. Alessandro Persiani, “garantisce la compartimentazione di un locale in caso di emergenza, mantenendo confinato l’incendio. Oltre a mettere in pericolo la propria incolumità, affidandosi a impianti malfunzionanti, il rischio della mancata manutenzione è anche quello di incorrere in sanzioni“.

Quali sono gli errori comuni che si fanno nelle aziende? Spesso le realtà lavorative incappano in una manutenzione semestrale ‘parziale’ che “viene fatta solamente agli estintori, tralasciando gli impianti di rivelazione ed allarme e di spegnimento come ad esempio idranti e Naspi. Tutto ciò comporta che in caso di immediata necessità quest’ultimi potrebbero non essere efficienti ed efficaci” sottolinea Persiani. “Necessario ricordare che bloccare un incendio nelle fasi iniziali è molto importante per evitare che esso si propaghi in maniera incontrollata”. Per entrare nel concreto, il responsabile della sezione antincendio di Sicurezza & Ambiente SMILE porta un esempio molto rilevante, ovvero il dramma del rogo della Thyssenkrupp a Torino: “Nella vicenda Thyssenkrupp sono entrate in gioco diverse incurie tra cui la presenza di estintori scarichi, idranti malfunzionanti e assenza di personale specializzato. La trascuratezza della manutenzione dei presidi antincendio ha reso gli stessi inefficaci di fronte all’emergenza“.

Il controllo e la manutenzione ordinaria di tutti i presidi antincendio vanno effettuati ogni 6 mesi e devono essere annotati in un apposito registro. Importante anche il corso per gli addetti antincendio, che è obbligatorio, e l’assenza di quest’ultimo è sanzionabile dagli organi di vigilanza. Il riferimento normativo ad oggi è il Decreto (DM) 10 marzo 1998, che non prevede esplicitamente una scadenza per tali corsi, sebbene esistano delle circolari dei vigili del fuoco che consigliano l’aggiornamento ogni 5 anni. All’interno dell’azienda il datore di lavoro deve garantire che sia sempre presente almeno un addetto all’antincendio e quindi spetterà al titolare, in base alla dimensione e all’organizzazione dell’azienda stessa, nominare un numero di addetti sufficiente alla sicurezza. “Spesso l’errore sta proprio nel sentirsi tranquilli con un unico designato all’antincendio; ma se questo è assente per malattia, ferie o altro? Bisogna pensarci per tempo” conclude Persiani.

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