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domenica, 14 Agosto 2022

Navi di ricerca: OGS collabora al Position Paper promosso dall’EMB

29.11.2019 – 12.10 – Cambiamenti climatici, cibo, acqua e salute. Tutti elementi dai quali il futuro dell’esistenza della specie umana non può prescindere e con i quali si collegano intrinsecamente anche gli oceani, collegati alle molteplici sfide globali che il mondo deve ora inevitabilmente affrontare. La ricerca s’inserisce in quest’ottica quale aspetto fondamentale per l’adattamento verso uno sviluppo sostenibile del pianeta; le navi di ricerca divengono quindi un’infrastruttura chiave, che permette agli scienziati di raccogliere i dati e di condurre tali ricerche. Tuttavia, si tratta al contempo di strutture, oltre che necessarie, anche molto costose: ecco quindi che diviene essenziale avere una chiara panoramica dell’attuale flotta delle navi da ricerca e quindi un’effettiva capacità di supportare le esigenze scientifiche per valutare a livello strategico le esigenze emergenti, in modo che possano essere adottate misure per garantire che la flotta rimanga in grado di fornire tale sostegno.

A tal proposito, l’European Marine Board (EMB), principale think tank europeo nell’ambito delle politiche delle scienze marine, nato con lo scopo di far avanzare tale settore di ricerca, nonché di colmare il divario tra scienza e politica, ha recentemente presentato un nuovo Position Paper dal titolo “Navi da ricerca europea di prossima generazione: stato attuale ed evoluzione prevedibile“, che fornisce una panoramica sullo stato dell’arte dell’attuale flotta europea di navi da ricerca e raccomanda i modi in cui dovrebbe evolversi per soddisfare le future esigenze della comunità scientifica. La pubblicazione è il risultato di una collaborazione tra la European Research Vessel Operators (ERVO), e le trentatré organizzazioni afferenti all’EMB, tra i quali anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, che ha partecipato al Position Paper con i contributi del Direttore della Sezione Infrastrutture di Ricerca, Franco Corene dei ricercatori Riccardo Codiglia (attuale Vicepresidente di ERVO), Michele Rebesco e Andrea Caburlotto.

Alla vigilia della prima campagna antartica della “Laura Bassi”, la nuova rompighiaccio di OGS, la pubblicazione presenta una panoramica della flotta attuale, delle sue capacità e attrezzature e della sua gestione e rileva come sia altamente capace e in grado di fornire un eccellente supporto alla scienza marina europea e alla ricerca scientifica più in generale, con un ruolo da protagonista sulla scena mondiale. Le capacità sono aumentate considerevolmente dal 2007 e le navi hanno tenuto il passo con sviluppi tecnologici frenetici. Tuttavia, con un’aspettativa di vita tipica di una nave da ricerca di 30 anni, la flotta europea sta invecchiando e richiede urgentemente ulteriori investimenti e reinvestimenti per continuare ad essere efficiente e capace come la comunità scientifica si aspetta e richiede, in particolare per le indagini in aree specializzate come le acque profonde e le regioni polari. Si prevede infatti che la domanda di navi complesse e altamente capaci continuerà, e quindi i progetti di navi da ricerca e la flotta navale nel suo insieme dovranno tenere il passo per rimanere funzionali e continuare a giocare un ruolo chiave a livello globale.

Il Position Paper guarda al futuro, mettendo in evidenza ciò che sarà necessario per garantire che la flotta europea possa continuare a fornire lo stesso alto livello di supporto alla scienza, in particolare in aree specializzate come le acque profonde e le regioni polari” ha affermato Franco Coren, Direttore della Sezione Infrastrutture di Ricerca. “La pubblicazione analizza ulteriori dettagli oltre la flotta in sè, considerando la formazione del personale, la gestione delle infrastrutture e il ruolo delle navi da ricerca nel più ampio contesto delle osservazioni oceaniche e del Sistema Europeo di Osservazione degli Oceani (EOOS).

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