Depuratore di Servola: firmato l’accordo per l’avvio dei lavori

CRONACA Opera fondamentale per il sistema ambientale di Trieste

Depuratore di Servola3.4.2014 | 8.01 – Venerdì 28 marzo la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e i ministeri dell’Ambiente e dello sviluppo economico hanno firmato l’Accordo di Programma di Quadro (Apq) con cui può ufficialmente partire una delle operazioni più consistenti per quanto riguarda l’adeguamento dell’impianto di Servola.

Ormai è dal 2000 che AcegasAps sta lavorando per ottimizzarne il ciclo di trattamento delle sezioni di trattamento “storiche” e che hanno permesso di spingerne al massimo teorico il grado di abbattimento del carico organico generato dalla città di Trieste. Ma dopo una particolare direttiva europea, recepita dalla legislazione ambientale nazionale, è stato imposto per tutti gli impianti analoghi a quello che si trova a Servola l’adozione di una sezione di trattamento ulteriore, il trattamento biologico, e anche l’adozione di una fase di denitrificazione dei reflui trattati.

Nel 2011 la Consulta d’Ambito territoriale ottimale (Cato) di Trieste aveva riconfermato AcegasAps come gestore del Servizio Idrico Integrato indicando come opera prioritaria, all’interno del Piano d’Ambito affidato alla società del Gruppo Hera, proprio l’adeguamento dell’impianto di Servola. In questi ultimi anni la società è riuscita a sviluppare numerose sperimentazioni, sotto l’attenta guida del prof. Luca Bonomo, del Politecnico di Milano, redattore del Progetto Preliminare per conto del Comune di Trieste. Il problemi maggiori a cui si è dovuto fare fronte sono stati la mancanza di spazi per l’ampliamento dell’impianto, la particolare configurazione della rete fognaria cittadina e la presenza di infiltrazioni di acqua marina nei collettori costieri, problemi che con il passare del tempo hanno reso sempre più difficile la scelta del sistema di trattamento più adeguato.

AcegasaAps ha anche sviluppato la fase di progettazione definitiva dell’impianto e ha anche curato, con la collaborazione del Comune e della Cato, l’iter che ha portato al rilascio delle autorizzazioni necessarie per l’inizio dei lavori di adeguamento. Dal punto di vista economico l’intervento prevede un costo complessivo di 52,5 milioni di euro e prevede alcuni lavori nel vecchio impianto, la bonifica di un’area di 27.000mq nell’area dell’ex Scalo Legnami, la costruzione di collegamenti e sottopassi ferroviari tra l’impianto attuale e quello nuovo e la costruzione della nuova sezione di trattamento.

La sostenibilità di una somma così ingente sul Piano d’Ambito ha imposto la ricerca di nuove coperture economiche e finanziarie che la Regione Friuli Venezia Giulia ha cercato ed individuato, erogando un contributo di 740.000Euro/anno alla Cato per venti annualità finalizzando la destinazione all’adeguamento dell’impianto.

La Regione aveva anche avviato, nel marzo del 2009, un iter per l’ottenimento di 30 milioni di Euro sul Programma Por Fsc. Dopo una serie di accelerazioni e di battute d’arresto dell’iter per l’approvazione di questo contributo (spending review, aiuti di Stato, metodo tariffario, riforma delle Ato, soppressione delle Ato e nascita delle Cato, crisi economica del sistema Paese), solo con la firma di venerdì scorso si può dire che ci sono le coperture economiche e finanziarie per il completo avvio dei lavori.

Va infatti precisato che la società triestina, già nel 2012, con un’azione condivisa con Comune e Cato, aveva curato una suddivisione dell’intervento in stralci funzionali, facendone partire l’esecuzione in base alle risorse economiche via via disponibili. Da questo punto di vista devono per forza essere citate la rimozione e l’eliminazione delle tettoie con copertura in Ethernith, l’indagine sugli ordigni bellici, il rifacimento della sezione di grigliatura fine all’ingresso dell’impianto (opera che si concluderà entro il prossimo 31 luglio), la ristrutturazione di una cabina elettrica all’interno dell’impianto, la progettazione e l’eliminazione dello scarico di Barcola.

Per l’effettiva realizzazione del progetto mancano ancora pochi passi, ovvero la firma del decreto d’assegnazione del contributo al Gestore dei 30 milioni di euro, l’appalto della bonifica e quello per l’appalto integrato.

Il Sindaco di Trieste, nei panni di presidente del Cato, ha espresso molta soddisfazione nei confronti della tanto attesa e sperata conclusione del complesso iter, iniziato ormai più di due anni fa, per il finanziamento del depuratore di Servola, intervento considerato l’opera primaria nel Piano d’Ambito Integrato licenziato dal Cato della provincia di Trieste.

Ieri è arrivata da Roma la notizia della firma dell’Accordo quadro, un risultato raggiunto anche grazie all’importante gioco di squadra con la Regione, in particolare grazie all’impegno dell’Assessore alle infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale, lavori pubblici.

L’opera in oggetto, che verrà complessivamente a costare 52,2 milioni di euro, è un intervento fondamentale per il sistema ambientale e il sistema idrico di Trieste e a breve partirà anche l’appalto per la realizzazione della bonifica.

Alessia Liberti

(Riproduzione_riservata)

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