La storia della reliquia di San Giacomo Apostolo a Trieste

25 luglio 2026 – ore 07:30 – Un frammento osseo, appartenuto alle spoglie mortali di San Giacomo Apostolo, è la reliquia esposta a Trieste, in occasione della festa del Santo celebrata in tutto il mondo cristiano, e oggi in particolare da quello cattolico. La nostra città poi ha un profondo legame con Giacomo, martire e discepolo della cerchia ristretta di Gesù. Non solo gli intitola un popolare rione, che riconosce in lui il proprio Santo Patrono, e gli dedica l’omonima parrocchia, posta al centro della piazza del medesimo quartiere, facendone meta di pellegrinaggi internazionali. Ma ne custodisce anche questa preziosa reliquia, certificata un secolo e mezzo fa, e al contempo misteriosa: la cosa incredibile è che finora nessuno, stando almeno a quanto attualmente noto, ne abbia mai approfondito fino in fondo la storia. E occorrerebbe effettuare un lavoro storiografico esteso, per determinarne la precisa provenienza: a spiegarlo è don Rudy Sabadin, sacerdote della parrocchia di San Giacomo, dopo aver effettuato una ricerca preliminare negli archivi parrocchiani.

“La Parrocchia di San Giacomo Apostolo a Trieste custodisce una reliquia di prima classe del suo Patrono”, racconta don Rudy: “Trattasi di una piccola particella ossea di San Giacomo Maggiore Apostolo. La reliquia è accompagnata dalla sua autentica originale, rilasciata l’8 luglio 1874 dal cardinale Giuseppe Luigi Trevisanato, patriarca di Venezia, che ne certifica l’autenticità e ne autorizza il culto pubblico. Il documento descrive anche la teca originale, sigillata con filo di seta rosso e ceralacca, secondo la prassi canonica dell’epoca. La data del documento è particolarmente significativa”. Perché? “La Parrocchia di San Giacomo a Trieste era stata eretta solo pochi anni prima, il 25 luglio 1855, dopo la consacrazione della nuova chiesa avvenuta nel 1854, per mano del vescovo Bartolomeo Legat. Risulta quindi plausibile pensare che la reliquia sia stata richiesta per arricchire il patrimonio spirituale della giovane comunità parrocchiale”. A questo indirizzo web il sito ufficiale della Parrocchia, con maggiori informazioni su storia e vita attuale.

Circa duemila anni fa, Giacomo stava pescando con il fratello Giovanni, quando incontrò il Maestro vivente, che fece di loro pescatori d’anime. Giacomo e Giovanni assieme a Pietro divennero i tre più fidati apostoli di Gesù. Giacomo in particolare fu tra i testimoni della trasfigurazione di Gesù, della resurrezione della figlia di Giairo, dell’ultima notte al Getsemani. Dopo la morte dell’amato Maestro, Giacomo ne divulgò il messaggio intraprendendo lunghi viaggi: secondo le fonti istituzionali vaticane, intorno al 43 o al 44 d.C. si trovava in Giudea, laddove re Erode Agrippa I “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni” (Atti degli Apostoli 12, 1-2; Bibbia Cei). Giacomo divenne così il primo Apostolo martire. Che cosa è successo, tra quel primo mezzo secolo dell’era cristiana e l’8 luglio 1874, data dell’autenticazione della reliquia, oggi custodita a Trieste?

“Ho svolto alcune ricerche, da cui è risultato che nessuno ha mai approfondito il tema completamente, fino a determinare la provenienza esatta della reliquia”, risponde don Rudy: “Si possono fare delle ipotesi. Arriva dal Tesoro del Patriarcato di Venezia? Da altre chiese italiane che a loro volta conservavano reliquie dell’Apostolo? Da Santiago de Compostela?”. Stando infatti alla Legenda Aurea, il cadavere decapitato di Giacomo fu trafugato da alcuni discepoli, che portartono il corpo sulle coste della Galizia, in Spagna, ove giacquero fino agli anni intorno all’820 o 830, quando il sepolcro fu riscoperto grazie a una visione dell’anacoreta Pelagio, che convinse il vescovo Teodomiro a rinvenire i resti del Santo Apostolo: il luogo del miracoloso ritrovamento fu chiamato campus stellae (in latino, “campo della stella”), da cui Santiago (dal latino Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) di Compostela, oggi capoluogo della Galizia e sede del famoso Cammino (Fonti: Vatican News | Camino de Santiago | Catedral de Santiago). Così iniziò quella lunga storia di pellegrinaggio.

Tornando a Trieste: “La chiesa di San Giacomo di Trieste, in analogia alla ben più nota Santiago de Compostela, è meta di pellegrinaggi giacobei, più frequentemente da Lubiana, ma anche da altri luoghi della Slovenia nonché dell’Istria e dell’Ungheria. Alcuni di questi cammini sono specificamente collegati alla devozione al Santo Apostolo e hanno come meta proprio la chiesa di San Giacomo, diversamente dal cammino della Via Flavia, ben più recente, che ha in San Giacomo la sua seconda tappa e la sua meta ad Aquileia“, evidenzia don Rudy. Quanto infine alla reliquia, è visibile ai piedi della statua di San Giacomo sulla predella in presbiterio, dove è stata posizionata dopo essere stata portata processionalmente (all’interno della chiesa) durante i primi vespri ieri sera; continuerà a essere esposta per l’intera giornata odierna e quella di domani – domenica 26 luglio 2026 – negli orari di apertura della chiesa (7-12 e 17-20 il sabato; 7-12.30 e 16-18 la domenica). Si tratta di un evento speciale: non esistono altri momenti dell’anno in cui sia prevista l’esposizione del sacro resto.

“La cosa più probabile è che il frammento sia stato prelevato da un reliquiario già venerato da lungo tempo e del quale il Patriarcato di Venezia custodiva la documentazione. Le ricerche finora condotte nell’Archivio storico della parrocchia di San Giacomo Apostolo a Trieste non hanno però restituito alcuna corrispondenza, riferita agli anni 1872-1874, relativa alla richiesta o all’invio della reliquia”, chiosa il sacerdote: “Rimane quindi aperta la questione di chi ne abbia promosso l’ottenimento. Potrebbe essere stata un’iniziativa del parroco dell’epoca. Oppure l’iniziativa potrebbe essere passata attraverso il vescovo, Bartolomeo Legat. Per chiarire la vicenda, sarà probabilmente necessario approfondire la ricerca presso l’Archivio Storico del Patriarcato di Venezia nonché presso l’Archivio Diocesano di Trieste, dove potrebbero essere conservate la richiesta originale o, ancora, la documentazione relativa alla concessione della reliquia”.

Articolo di Lilli Goriup

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