24 luglio 2026 – ore 15:30 – A un anno dallo storico vertice tra i due presidenti Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage (Alaska), ieri si sono incontrati il segretario di Stato americano Marco Rubio e l’omologo russo, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, a margine di una riunione dell’Asean (l’associazione delle nazioni del Sud-est asiatico) a Manila (Filippine). Il colloquio tra i due è durato 35 minuti, secondo le principali agenzie di stampa internazionali, e poi la delegazione russa ha lasciato la sede. Entrambi i diplomatici a margine delle occasioni ufficiali hanno rilasciato alcune dichiarazioni in risposta alle domande dei giornalisti. Rubio ha pubblicato sui social la foto che si vede a corredo di questo articolo, accompagnata dal testo: “Abbiamo discusso le relazioni tra Stati Uniti e Russia nonché la necessità di porre fine al conflitto russo-ucraino”. Lavrov inoltre è tornato a parlare alla stampa russa anche in un secondo momento. In questo articolo riportiamo le principali dichiarazioni dei due rappresentanti istituzionali, mentre a questo indirizzo si può leggere l’analisi sulla strategia di Washington pubblicata da Trieste News.
Citato dalla Nbc, Rubio ieri ha ribadito che l’amministrazione Trump è pronta a contribuire a porre fine alla “guerra insensata” in Ucraina ma ha riconosciuto che in questo momento non è in vista una soluzione rapida, e ha assicurato che il sostegno militare di Washington a Kiev rimane invariato, con trasferimenti di armi che proseguono tramite l’iniziativa Purl della Nato: “Non abbiamo cambiato politiche sotto quel riguardo, vogliamo un accordo di pace e la fine della guerra”, ha specificato Rubio. “Penso che sia una guerra molto sanguinosa”, ha detto ancora Rubio citato da Reuters: “Entrambe le parti dovrebbero avere un incentivo per porre fine a tutto questo. Questa è stata la sfida, trovare una conclusione che entrambe le parti possano accettare. Ci abbiamo provato e continueremo a provarci”. Dal canto suo, Lavrov, a caldo, ha dichiarato ai giornalisti di aver fatto presente alla controparte statunitense che dal punto di vista russo è “inaccettabile continuare ad armare” l’Ucraina e idem per “le politiche destabilizzanti dei Paesi europei, che continuano a perseguire una sconfitta strategica della Russia”. Ha inoltre “riaffermato la disponibilità della Russia per una soluzione politica e diplomatica del conflitto” nello spirito delle proposte avanzate in Alaska nel 2025.
Parlando con i media russi, oggi poi Lavrov ha ribadito la disponibilità a un approccio diplomatico, ma ha aggiunto: “Per quanto riguarda il fallimento degli accordi di Anchorage, probabilmente dobbiamo capire chi, esattamente, ha fallito. Ad Anchorage sono stati raggiunti risultati condivisi. Il presidente Donald Trump ha ripetutamente dichiarato che si trattava di una proposta di compromesso. Noi l’abbiamo accettata. Ha aggiunto che Zelensky avrebbe fatto quanto proposto. Ebbene, non è andata così”. Ancora, Lavrov ha osservato che, rispetto ad Anchorage, “da quanto emerge dalle dichiarazioni di Rubio, l’approccio è stato cambiato”. Ha affermato che i principi per la risoluzione del conflitto rimangono, per la Russia, il raggiungimento degli obiettivi fissati dal presidente Vladimir Putin a giugno 2024. Lavrov ha chiosato che dal suo punto di vista “gli Stati Uniti sono profondamente coinvolti nel rafforzamento della potenza militare di Zelensky”, fornendo “informazioni di intelligence, Starlink è inoltre operativo e le tecnologie avanzate impiegate in combattimento non sono lì per caso”.
Articolo di Lilli Goriup


