Villaggio del Pescatore, cade la teoria della laguna: ecco come si sono conservati i dinosauri

21 luglio 2026 – ore 09:30 – Il celebre giacimento fossilifero del Villaggio del Pescatore, nel Carso triestino, non si sarebbe formato in una laguna marina tranquilla e isolata, come ipotizzato finora, ma in una vasta piana di marea tropicale interessata da un intenso regime monsonico, eventi meteorologici estremi e dall’azione di tappeti microbici. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Global and Planetary Change, che propone un nuovo modello per spiegare la formazione dei Konservat-Lagerstätten, i rari giacimenti fossiliferi caratterizzati da una conservazione eccezionale. La ricerca, coordinata da Federico Fanti dell’Università di Bologna e da Alfio Alessandro Chiarenza dell’University College London, ha combinato dati sedimentologici, geochimici e tafonomici con analisi mediante luce di sincrotrone e simulazioni paleoclimatiche. Tra i protagonisti dello studio anche Elettra Sincrotrone Trieste, dove sono state effettuate analisi ad altissima risoluzione delle lamine sedimentarie. Secondo i ricercatori, l’azione combinata delle maree, delle piene fluviali, delle tempeste tropicali e dell’attività microbica avrebbe favorito il rapido seppellimento degli organismi, limitandone la decomposizione e consentendo la straordinaria conservazione dei fossili.

Uno dei risultati più rilevanti riguarda proprio le sottili lamine sedimentarie che costituiscono le rocce del sito. Per decenni ritenute il risultato di variazioni stagionali, le nuove analisi indicano invece che registrano il ritmo delle maree. Le indagini effettuate a Elettra, attraverso tecniche di microscopia e spettroscopia con raggi X di sincrotrone, hanno mostrato una composizione mineralogica omogenea degli strati, compatibile con una sedimentazione regolata dalle oscillazioni mareali. L’analisi ha inoltre permesso di stimare che l’intera successione fossilifera si sia depositata nell’arco di circa 41 anni, un intervallo estremamente breve in termini geologici. In alcuni casi, sopra le ossa dei dinosauri sono state individuate una decina di lamine, suggerendo che la sepoltura sia avvenuta nell’arco di pochi giorni. Le simulazioni paleoclimatiche indicano inoltre che circa 80 milioni di anni fa l’area dell’attuale Friuli Venezia Giulia era caratterizzata da un clima tropicale caldo e umido, con un marcato regime monsonico e il passaggio periodico di cicloni tropicali, condizioni coerenti con le evidenze geologiche osservate.

Il Villaggio del Pescatore, nel comune di Duino Aurisina, è uno dei più importanti giacimenti fossiliferi del Cretaceo superiore in Europa e ha restituito scheletri articolati di dinosauri, coccodrilli, rettili, pesci e altri organismi vissuti circa 80 milioni di anni fa. Secondo gli autori, il modello sviluppato potrà essere applicato anche ad altri giacimenti fossiliferi a conservazione eccezionale, contribuendo a chiarire i processi che ne hanno determinato la formazione. Alla ricerca hanno partecipato, oltre a Università di Bologna, University College London ed Elettra Sincrotrone Trieste, anche le Università di Trieste, Pisa e Padova e altre istituzioni italiane e internazionali.

Articolo di Francesco Viviani

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