12.01.2024 – 10.19 – “Rivolgiamo un appello al presidente Fedriga per una situazione che non può continuare: chiediamo che la politica sia d’esempio”. È indirizzata direttamente al governatore la mozione che riapre il caso Euro&Promos, alla luce di “nuovi elementi” raccolti dall’opposizione in Consiglio regionale. L’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini era stato già interrogato, riguardo il proprio ruolo all’interno della società, dal consigliere Massimo Moretuzzo nel maggio del 2023, durante la prima sessione d’aula della neo insediata legislatura. Il tema riguarda i rapporti in essere tra la società multiservizi, di cui Bini è risultato dirigente, e l’ente pubblico: nella seduta del 5 ottobre – recita il testo della mozione – l’assessore Pierpaolo Roberti ha dichiarato che, in base ad accertamenti effettuati, Euro&Promos spa non gestisce servizi di nessun genere per conto della regione Friuli Venezia Giulia e per altri enti regionali, ma che ha svolto fino al 2017 servizi di pulizia per conto di ERSA, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale.
Un ulteriore nodo da sbrogliare, per l’opposizione, riguarda la società cooperativa Euro&Promos Social Health Care: “Perché non siamo convinti? – è intervenuto Roberto Cosolini – la cooperativa appartiene allo stesso gruppo di Euro&Promos FM spa e di altre società. A suo tempo ci era stato detto che si tratta di due società distinte, un caso di omonimia insomma”. Si tratta invece di relazioni di gruppo strutturate e stabili, ha fatto sapere Cosolini, che ha posto il problema della natura di queste relazioni, e se possano prefigurare “quanto indicato all’articolo 2359 del Codice Civile: ‘Si considerano collegate le società sulle quali un’altra società esercita un’influenza notevole’”. Inoltre, dal 2018, gli esponenti d’opposizione raccontano d’aver rilevato che la spa fosse affidataria di diversi appalti pubblici: dall’Arpa Fvg all’Asfo, passando per il Cro di Aviano ed Elettra-Sincrotrone. Il punto, assicurano, non è l’eventuale vantaggio imprenditoriale per la società, bensì “l’etica della carica pubblica ed evitare il rischio di conflitti di interessi”.
“Senza farne una questione personale – hanno concluso i consiglieri – ci rivolgiamo al presidente Fedriga perché riteniamo che questa vicenda non solo non sia risolta, ma che sia lesiva dei principi di imparzialità e della buona immagine dell’amministrazione. Non è accanimento, è stare nella ratio della norma sulle incompatibilità che si riferisce a posizioni societarie anche meno rilevanti di questa, ed è tener conto della sensibilità dei cittadini e delle imprese”.
A sostenere la mozione Diego Moretti e Roberto Cosolini (Pd), Massimo Moretuzzo ed Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) e Rosaria Capozzi (M5s), insieme ai colleghi Giulia Massolino (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), Laura Fasiolo (Pd), Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) e Serena Pellegrino (Avs).
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