Guerra nei cieli del Golfo: perché la chiusura degli spazi aerei sta paralizzando il traffico globale

02.03.2026 – 9.00 – Di fronte all’escalation militare che sta ridisegnando le terre e i cieli del Medio Oriente, lo spazio aereo che collega Europa, Asia e Africa è precipitato in un caos senza precedenti dal 2020. L’attacco congiunto condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani ha innescato una serie di contrattacchi e chiusure che hanno costretto Paesi come Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Qatar, Bahrein, Siria e, almeno in parte, gli Emirati Arabi Uniti a sospendere il traffico civile sopra i loro territori. Gli effetti sull’aviazione non si sono fatti attendere: migliaia di voli cancellati, aeroporti chiusi e passeggeri bloccati in aeroporti di tutto il mondo.

Dubai International Airport, il più trafficato scalo internazionale al mondo con oltre mille voli giornalieri, è rimasto chiuso per giorni dopo che un attacco di ritorsione dell’Iran ha danneggiato parte delle infrastrutture, costringendo le autorità locali a sospendere completamente i voli in entrata e in uscita. Anche altri hub fondamentali come l’aeroporto di Abu Dhabi e quello principale di Kuwait City hanno subito interruzioni o colpi diretti, con segnalazioni di danni e feriti tra il personale aeroportuale.

La combinazione tra chiusure degli spazi aerei e sospensione operativa delle compagnie di bandiera regionali ha portato verso uno stallo quasi totale. Emirates, Qatar Airways, Etihad e Gulf Air hanno annunciato la sospensione delle loro rotte, mentre vettori internazionali come Lufthansa, British Airways, Air France, Turkish Airlines, ITA Airways e altre hanno cancellato o deviato voli per precauzione, evitando completamente di sorvolare l’area.

Il centro della crisi risiede nel ruolo strategico che i Paesi del Golfo svolgono nel traffico aereo globale. I cieli sopra l’Arabia Saudita, l’Iraq e l’Iran costituiscono una delle autostrade in aria principali per i voli che collegano Europa e Asia. Con queste rotte compromesse, gli aerei devono affrontare percorsi molto più lunghi o, in alcuni casi, cancellazioni tout court, con gravi ripercussioni sui passeggeri, sulle merci e sulle catene di approvvigionamento globali.

Secondo i dati dei servizi di monitoraggio del traffico aereo, il numero dei voli cancellati a livello mondiale ha superato quello di qualsiasi altro evento recente, superando le migliaia e causando code e affollamento negli aeroporti alternativi. Decine di migliaia di viaggiatori sono rimasti bloccati o costretti a cercare rotte alternative spesso molto più costose e disagevoli. La portata dell’interruzione è tale che alcuni scali europei e asiatici hanno dovuto gestire un’ondata di arrivi e partenze non previste, con un effetto a catena che rallenta ancora di più il sistema.

Le autorità dell’aviazione civile europea (EASA) hanno emesso bollettini di allerta, raccomandando alle compagnie di non operare nello spazio aereo “a tutti i livelli e altitudini” nei Paesi interessati almeno fino ai giorni immediatamente successivi alla crisi, amplificando le precauzioni. Compagnie come ITA Airways hanno esteso la sospensione dei voli soprattutto sopra Israele e Dubai, assieme ad altri scali, in linea con le direttive di sicurezza.

Il caos non riguarda soltanto i voli: la tensione ha generato un effetto psicologico e logistico profondo. In alcune grandi città del Golfo le scuole e le attività sono passate alla didattica a distanza, mentre governi esteri, tra cui quello irlandese, hanno invitato i propri cittadini a registrarsi presso le ambasciate e a shelter in place per ragioni di sicurezza.

La portata di quanto accaduto è tale da rappresentare la più grande interruzione del trasporto aereo globale dagli anni della pandemia di Covid-19. Le conseguenze economiche e sociali potrebbero protrarsi nei prossimi giorni o settimane, finché lo scenario geopolitico non si stabilizzerà e potrà consentire la graduale riapertura degli spazi aerei e la ripresa di un sistema che finora è apparso sempre fragile di fronte alle turbolenze politiche più profonde.

[e.c.]

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