Studenti in prima linea, 40 video-denuncia contro la violenza sulle donne. Il 25 novembre parla la Generazione Z VIDEO

18.11.2025 – 17.45 – Trieste mette al centro i giovani nella lotta contro la violenza sulle donne. In vista del 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, la Commissione Pari Opportunità del Comune ha presentato in Salotto Azzurro l’iniziativa “In CORTO circuito, spegniamo la violenza”, un percorso educativo e partecipativo che ha coinvolto sei licei e istituti cittadini – Da Vinci, Carli, Sandrinelli, Nordio, Carducci e Nautico – con l’obiettivo di trasformare studenti e studentesse in protagonisti attivi del cambiamento culturale. Il progetto, sostenuto dall’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia, in collaborazione con la onlus We Believe In Youth e Trieste Trasporti, mira a diffondere tra le giovani generazioni gli strumenti per riconoscere e contrastare le diverse forme di violenza: fisica, psicologica, economica, simbolica, fino a quella digitale. Una formula che supera il tradizionale incontro frontale per diventare esperienza vissuta, costruita e restituita dagli stessi ragazzi.

“L’Amministrazione comunale sostiene con forza un progetto che diffonde la cultura della prevenzione e del contrasto alla violenza, offrendo strumenti di cittadinanza alle nuove generazioni”, ha affermato il sindaco Roberto Dipiazza, sottolineando il valore civile e formativo dell’iniziativa. Un messaggio condiviso dall’assessore Maurizio De Blasio, che ha evidenziato l’importanza di agire direttamente nei luoghi di formazione: “Il rispetto non si promuove per decreto, ma si coltiva insegnando, educando, rendendo i valori parte della quotidianità di ragazze e ragazzi”. Nella fase iniziale del progetto, gli studenti hanno partecipato a laboratori esperienziali in modalità peer to peer: giovani che parlano ai giovani, costruendo riflessioni su violenza, consapevolezza, relazioni sane, empatia. Un percorso che ha generato oltre 40 video originali, realizzati fuori dalle mura scolastiche, “video di denuncia e di speranza”, come li ha definiti la presidente della Commissione Pari Opportunità, Margherita Paglino. Circa 200 studenti coinvolti, ognuno con la sua idea, la sua voce, la sua denuncia. “Il progetto rende i giovani veri protagonisti di un processo di cambiamento”, ha spiegato Paglino. “Non siamo stati noi ad accoglierli, siamo andati da loro, nei loro luoghi, per ascoltarli. Nel momento in cui si sentono protagonisti, si responsabilizzano e diventano produttori di cultura”.

Il 25 novembre, dalle 11 alle 13, la Sala Luttazzi del Porto VecchioPorto Vivo ospiterà l’evento conclusivo, aperto alla cittadinanza. Saranno proiettati i corti realizzati dagli studenti e decretati i sette vincitori, che riceveranno premi ancora da svelare. A condurre la mattinata il giornalista Igor Damilano di Radiopuntozero, alla presenza delle istituzioni, delle scuole e del pubblico. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Fondamentale, nel progetto, il contributo della onlus We Believe In Youth. Il presidente, Francesco Antonucci, ha evidenziato il valore educativo dell’esperienza: “Abbiamo permesso a studenti e neolaureati di lavorare nei laboratori, di mettersi in gioco con i propri coetanei su un tema difficile. Questo ha creato valore per la nostra comunità, perché i giovani non devono mai essere messi da parte, ma messi al centro del cambiamento”. A Trieste, il 25 novembre non sarà solo una commemorazione, ma il racconto vivo di un impegno collettivo. Uno spazio in cui gli studenti non assistono, ma parlano. Dove non si spiega soltanto la violenza, ma si prova a spegnerla.

[f.v.]

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