La Bulgaria sovranista dice addio alla coalizione dei volenterosi

15 luglio 2026 – ore 07:30 – La Bulgaria dice addio ai volenterosi: il primo ministro sovranista, Rumen Radev, ha annunciato che Sofia non farà più parte della coalizione, ieri a margine della parata per la festa della Bastiglia a Parigi, cui hanno partecipato anche le guardie bulgare, al fianco delle altre forze armate europee così come di quelle ucraine. A questo link il nostro approfondimento sulla recente vittoria elettorale di Radev, il quale ieri ha detto ai giornalisti presenti di aver insistito che quella non è “la posizione della Bulgaria”, in risposta al presidente francese Emmanuel Macron, che lo aveva personalmente invitato a continuare a partecipare all’alleanza di circa 30 Paesi a supporto dell’Ucraina. “Non facciamo parte di una coalizione che insiste nel continuare a fornire assistenza finanziaria e militare all’Ucraina”, ha aggiunto Radev, definendo al contempo la partecipazione della Guardia d’onore bulgara alla parata della Festa della Bastiglia “un segno delle eccellenti relazioni tra Bulgaria e Francia”. “Ritengo che la soluzione a questo conflitto non risieda nel suo prolungamento attraverso mezzi militari, bensì in una forte iniziativa diplomatica”, ha spiegato ancora il leader bulgaro. Le parole di Radev sono state riprese dai principali media internazionali.

Come ripercorso da Politico, il 9 giugno 2026, il ministro della Difesa Dimitar Stoyanov ha annunciato che la Bulgaria avrebbe smesso di donare armi all’Ucraina, per poi precisare il giorno successivo che le vendite commerciali di armamenti sarebbero invece proseguite. Il primo ministro ha ripetutamente sostenuto che la guerra non può essere vinta sul campo di battaglia e, in passato, ha definito la causa ucraina “destinata al fallimento”. Al contempo ha insistito sul fatto che la Bulgaria resta pienamente impegnata nei processi decisionali della Nato e dell’Unione europea, difendendo la possibilità per Sofia di minacciare il veto sull’ultimo pacchetto di sanzioni Ue: “Non c’è nulla di sbagliato nel fatto che un Paese difenda il proprio interesse nazionale all’interno di un quadro collettivo”. L’altro ieri, alla vigilia dell’anniversario della presa della Bastiglia, nove Paesi, tra cui l’Italia e l‘Ucraina, hanno inaugurato una nuova coalizione volta a sviluppare uno scudo anti-missili balistici di carattere definito “puramente difensivo” nel Vecchio Continente. “Riteniamo che la protezione dell’Europa richieda una soluzione globale di architettura integrata di difesa missilistica per scoraggiare e sconfiggere le future minacce missilistiche”, si legge nella dichiarazione congiunta siglata, oltre che dall’Italia e dall‘Ucraina, anche da Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Articolo di Lilli Goriup

Ultime notizie

Dello stesso autore