Sanità, in FVG non migliorano i tempi di attesa per visite ed esami

14.11.2023 – 07:30 – A fine ottobre l’Agenzia per i servizi sanitari regionali ha diffuso i risultati di un’indagine sulle liste e i tempi d’attesa a livello nazionale per quanto riguarda prime visite, visite di controllo e diagnostica strumentale e il Friuli Venezia Giulia non ne esce benissimo, essendo una delle poche regioni a non aver migliorato le performance rispetto agli anni passati. C’è un “ma”. La notizia è corretta, o meglio, fotografa la realtà dati alla mano, mentre è più problematica la sua contestualizzazione all’interno del panorama nazionale. Benché i numeri del FVG siano deludenti, bisogna tenere conto del fatto che quasi la metà delle regioni italiane non ha fornito dati all’agenzia e 7 delle 13 regioni che hanno risposto all’appello hanno inviato dati parziali, ragion per cui l’analisi non può che essere parziale. Al momento della pubblicazione del rapporto solo 6 regioni dunque hanno messo a disposizione i dati completi: Emilia-Romagna, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche, PA di Trento e Piemonte.

Ad ogni modo l’Agenzia per i servizi sanitari regionali ha confrontato le performance delle diverse regioni sui tempi di attesa in base alle classi di priorità di prescrizione: urgente, classe B, per cui la prestazione andrebbe assicurata entro 10 giorni, e classe D, con il limite posto a 60 giorni. Tenendo dunque presenti i limiti di osservazione e di raccolta delle informazioni, quel che si legge nel rapporto è che il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione assieme a Sardegna, Marche e Basilicata in cui non si nota miglioramento rispetto ai volumi di prestazioni sanitarie erogate rispetto al 2019 e al 2022.

Per quanto riguarda ad esempio una prima visita cardiologica, a livello nazionale si osserva che viene garantita in classe B nell’84% dei casi e in classe D nell’80% dei casi, con piccole differenze nei tempi d’attesa. In FVG ad esempio il tempo d’attesa medio è dì 13 giorni, in Emilia Romagna di 5. Inoltre in FVG solo il 25% delle visite avverrebbe entro i 10 giorni stabiliti dalla classe di priorità. Vanno assai meglio le cose per quanto riguarda le visite oculistiche, assicurate nei tempi imposti dalla priorità B nel 55% dei casi, con un tempo medio di attesa di 9 giorni. I tempi di attesa mediani si allungano a 11 giorni per una visita otorinolaringoiatrica, a 22 per una visita ortopedica e a 19 per una visita dermatologica. Il rapporto analizza anche le liste di attesa per gli esami strumentali. In Friuli Venezia Giulia una TAC in priorità B si fa attendere mediamente 14 giorni (con il solo 34,8% dei pazienti che riesce ad ottenerla entro i 10 giorni), una risonanza magnetica quasi 30 giorni che in priorità D diventano 74. Per un’ecografia dell’addome, sempre in priorità B, bisogna aspettare mediamente 16 giorni, per un’eco-color-dopplergrafia dei tronchi sovraaortici 11 giorni.

È più difficile capire le ragioni che stanno alla base delle attese, un tema discusso nell’esposizione del rapporto ma anche dai sanitari stessi. Probabilmente la spiegazione va ricercata in una concomitanza di diversi fattori, dall’aumento delle prescrizioni di visite ed esami, non sempre necessari, alla carenza di personale per fare fronte adeguatamente alla domanda, da limiti organizzativi all’interazione non ottimale tra le strutture del territorio e i centri ospedalieri più grandi, oltre chiaramente all’annosa questione dei tagli di risorse.

(p.l.)

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