Barbara (HHLA): ‘Cina e Turchia hanno visione strategica, non l’Italia’

23.05.2023 – 11.19 – La logistica, dall’esordio della crisi Covid (ma a ben vedere anche prima, con avvisaglie nel dibattito sulle sanzioni economiche di Trump alla Cina), è strettamente intrecciata con la geopolitica; una consapevolezza che, in una città densa di diplomatici quale Trieste, è molto viva. È intervenuto sulla questione, nella cornice dell’evento dell’Adriatic Sea Summit al Trieste Convention Center del Porto Vecchio, all’interno della seconda sessione ‘Dal PNRR alla riforma dei porti: il fattore competitività’, anche il Ceo di HHLA PLT Italy Antonio Barbara, attivo a Trieste per la Piattaforma Logistica a trazione italo-amburghese.
Partendo dall’assunto che “noi viviamo in un mondo sempre più caratterizzato dalla finanza”, cioè capital intensive, “l’Italia ha un problema di strategicità“. Infatti “Cina e Turchia hanno una visione strategica” a lungo termine, evidente nella capacità di garantire un sufficiente approvvigionamento di materie prime. L’Italia invece si trascina, fatica terribilmente; “si dovrebbe prevedere per i prossimi trent’anni” ha argomentato Barbara, “E quando lo facciamo ci mettiamo vent’anni per autorizzare i progetti” i quali “nascono già vecchi”. Nel caso della diga di Genova, progetto finanziato con PNRR, “il porto non è un’isola, la priorità di Genova deve essere i collegamenti con l’hinterland, tramite strade e ferrovie”.

Sulla questione della Via della Seta, argomento che all’Adriatic Sea Summit accusava una certa stanchezza, Barbara ha osservato che “non è il soggetto privato che deve regolare” e come “si entri sempre negli spazi che non vengono presidiati” qual è il caso delle imprese cinesi, è naturale. Inoltre, a livello invece di monopoli, vi sono 5 principali vettori marittimi mondiali e “i primi 4 sono europei”, pertanto occorre ammettere che “la barriera all’ingresso è molto elevata” e d’altronde “la globalizzazione stessa è un fenomeno democratico”. Nel caso dell’Italia “non siamo produttori di materie prime” e per altro “la merce deve essere libera di circolare”. Trieste, grazie ai collegamenti col Far East, “drena risorse per l’Italia quale primo ingresso per la Comunità Europea“.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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