14.7 C
Trieste
mercoledì, 5 Ottobre 2022

Campagna vaccinale: gli “esclusi” dei servizi essenziali

21.04.2021 – 13.32 – Prosegue a ritmo sostenuto la campagna vaccinale anti-Covid in Italia, sempre più numerose le categorie che vengono inserite nella corsia preferenziale delle vaccinazioni, ma continuano a non essere considerate le aziende che svolgono dei servizi a tutti gli effetti essenziali: tra queste, ad esempio, rientrano le ditte di sanificazione, la rete di vendita dei supermercati e le guardie della vigilanza privata, nonostante siano dall’inizio della pandemia in continuo contatto con le persone. Le categorie vaccinali si dividono in numerose sezioni: persone a elevata fragilità ed i loro conviventi, persone in lista d’attesa per trapianti o trapiantati ed i loro conviventi, i disabili gravi e i loro familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza – già prenotati con vaccino Vaxzevria (il vaccino di AstraZeneca) al 9 aprile 2021 e di età minore di 60 anni -, persone di età compresa tra 60 e 79 anni che non sono estremamente vulnerabili, personale che fornisce servizi essenziali con età inferiore a 60 anni, di nuova prenotazione e già prenotati. Di quest’ultimi, sono stati presi in considerazione: personale scolastico e universitario, docente e non docente, forze di polizia e forze dell’ordine, comunità residenziali (sociosanitarie, civili, religiose). Infine, il personale del Servizio Sanitario Regionale.

A tal proposito l’STS di Trieste, Istituto di vigilanza privata e servizi fiduciari, ha diversi mesi fa sollecitato il Ministero degli Interni spiegando che sin dalle primissime fasi dell’emergenza sanitaria le guardie giurate hanno lavorato in prima linea. Il Presidente di STS, il dott. Fogazzaro, ha fatto notare come “la vigilanza privata, lavorando in luoghi come ospedali e tribunali, non si è mai fermata ed è stata e continua ad essere a contatto con il pubblico”. “In caso di allarme” ha specificato il presidente di STS, “ci rechiamo anche in case private” dove potenzialmente possono essere presenti persone positive al Coronavirus in isolamento fiduciario o domiciliare. “C’è quindi una effettiva possibilità di contagio e di contatto. Ad oggi non siamo ancora stati considerati tra le aziende che possano usufruire di un canale prioritario per la vaccinazione”. In questo caso specifico, ha raccontato STS, “c’è stata la sensibilità da parte dell’azienda sanitaria regionale di individuare alcuni operatori che lavorano agli interventi in collaborazione con il telesoccorso – eseguiti assieme a Televita”. “Abbiamo chiesto se per le persone che svolgono questo tipo di attività si potesse avere un riscontro: l’appuntamento per la vaccinazione è stato dato la scorsa settimana a quattro operatori”. Il Ministero degli Interni, nonostante la domanda sia stata inoltrata ancor prima dell’inizio della campagna vaccinale in Italia e, malgrado le successive sollecitazioni, ancora non ha fornito riscontro all’azienda. “Speriamo che con l’ampliamento della campagna il Ministero prenda contatti con le asl territoriali” ha concluso Fogazzaro, “permettendoci di rientrare nelle categorie protette”.

Ad occuparsi di sanificazioni, pulizia e disinfezione sul territorio, necessarie per le riaperture in caso di riscontrate positività nei luoghi di lavoro, è Omniservice di Edoardo Fabiani, tra i pochi a Trieste che svolgono questo tipo di attività, in particolare di sanificazione con rilascio di certificato a fine pulizia. Omniservice interviene per la sanificazione e disinfezione di locali in aziende, farmacie e scuole nel caso in cui vi sia stato qualcuno positivo al virus o, ancora, in contesti in cui chi lavora è vaccinato. “Siamo stati esclusi dalle categorie prioritarie” ha raccontato Fabiani, “nonostante siamo comunque esposti abbondantemente al rischio del contagio”. In quanto titolare della ditta, Fabiani, è penalmente responsabile nel caso in cui uno o più dipendenti vengano contagiati nello svolgimento dell’attività lavorativa. “Abbiamo contattato l’ASL e poi ASUGI” ha spiegato, “quest’ultima ha detto di contattare il dipartimento di prevenzione ma, anche in questo caso, nessuna risposta”.

La mancanza di risposte è il fil rouge che caratterizza questa situazione, tanto che Coop Alleanza 3.0, la Coop presente nel territorio triestino, sta seguendo molto da vicino il tema in queste ore, in sinergia con i colleghi lavoratori che, tramite un’iniziativa partita dall’Ipercoop di Bari che sta promuovendo – con il sostegno della Cooperativa – una raccolta di firme sul tema della priorità vaccinale per chi lavora nel commercio e nella grande distribuzione organizzata. Coop, una volta ultimata la parte della campagna dedicata agli operatori della sanità, soggetti fragili e forze pubbliche, sottolineerà la priorità per i lavoratori del commercio alimentare. “Si tratta di un’attività di servizio” hanno spiegato, soprattutto “se pensiamo alle fasi iniziali della pandemia, durante il lockdown”. Un tema, quello della vaccinazione dei lavoratori del commercio alimentare, che permetterebbe di rafforzare ulteriormente la sicurezza della rete di vendita e delle strutture stesse, con la garanzia di una maggiore tranquillità di soci e consumatori. Da subito Coop è stata ricettiva nei confronti delle misure di sicurezza da adottare in pandemia: plexiglass, distanziamento segnalato a terra, contingentamento a vista, mascherine, guanti, disinfettanti ed inviti all’osservanza delle norme tramite affissione di manifesti ed annunci radio. “La vaccinazione andrebbe a garantire ulteriore sicurezza assieme a tutte le precauzioni, anche dettate dai vari dpcm, prese sinora e sulle quali continuiamo a lavorare” ha conscluso Coop, “il confronto con le istituzioni sta andando avanti proprio in questi giorni, il dialogo è in atto”.

mb.r

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore