14 luglio 2026 – ore 8:30 – Proteggere squali e razze non significa soltanto salvare specie a rischio di estinzione, ma imparare a convivere con la fauna marina che sta lentamente tornando a occupare il proprio spazio nel Mediterraneo. Il messaggio arriva dal Golfo di Trieste in occasione della Giornata Mondiale degli Squali: nel contesto triestino, la ricerca scientifica sta cercando un punto d’incontro tra gli abitanti del mare e le attività produttive. Emblematico il caso della vaccarella di mare (Aetomylaeus bovinus), una delle razze più rare del Mediterraneo e classificata dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come specie in pericolo critico di estinzione. Negli ultimi anni, i mitilicoltori di Grignano hanno registrato un aumento dei danni ai propri allevamenti: durante la ricerca di cibo, gruppi anche molto numerosi di vaccarelle si nutrono infatti dei mitili allevati, causando perdite economiche significative.
Un luogo chiave per la tutela della vaccarella
Le attività di monitoraggio dell’Area Marina Protetta di Miramare del WWF hanno confermato la presenza stagionale di importanti aggregazioni della specie, con gruppi di oltre quaranta esemplari osservati nel sito. Grazie anche ai dati raccolti attraverso iniziative di citizen science, implementate da LIFE EUSharks, il Golfo di Trieste è oggi considerato uno dei luoghi chiave del Mediterraneo per lo studio e la tutela della vaccarella di mare.
L’esperimento dei deterrenti magnetici
Per affrontare le criticità recentemente riscontrate, ricercatori delle Università di Padova e Politecnica delle Marche, insieme alla Cooperativa Shoreline e all’AMP di Miramare, hanno avviato nei giorni scorsi una sperimentazione nell’ambito dei progetti europei LIFE EUSharks e LIFE PROMETHEUS. Sulle reste utilizzate per l’allevamento dei mitili sono stati installati deterrenti magnetici, dispositivi progettati per allontanare squali e razze senza arrecare alcun danno agli animali. L’obiettivo è duplice: ridurre la predazione sulle mitilicolture e, al tempo stesso, garantire la qualità del prodotto allevato. Nelle prossime settimane i ricercatori monitoreranno i risultati per capire se il sistema potrà essere applicato anche in altri contesti del Mediterraneo.
Una lezione per tutto il Mediterraneo
L’esperienza triestina si rivela ancor più preziosa se si considera che nel Mediterraneo vivono circa 80 specie di elasmobranchi, e oltre il 60% di quelle valutate dall’IUCN è minacciato di estinzione. Per questo, in occasione della Giornata Mondiale degli Squali, il WWF torna a chiedere l’adozione di un Piano d’Azione Nazionale per tutelare squali e razze: serve una strategia nazionale condivisa, basata sulle conoscenze scientifiche, gli strumenti di conservazione e gli approcci gestionali sviluppati negli ultimi anni. Il caso della vaccarella di mare dimostra concretamente che la soluzione non è scegliere tra tutela della natura e sostegno alle attività produttive: occorre piuttosto investire in conoscenza e innovazione per permettere a biodiversità e comunità costiere di prosperare insieme.
Articolo di Benedetta Marchetti


