Accademia Nautica dell’Adriatico, il percorso ITS per diventare Ufficiale di Macchina

11 giugno 2026 – ore 09:00 – Studiare per diventare Ufficiale di Macchina significa scegliere una professione tecnica, internazionale e molto concreta. È il percorso per chi vuole lavorare a bordo delle navi occupandosi della gestione degli apparati e degli impianti di bordo: motori, generatori, pompe, sistemi di raffreddamento, automazione, manutenzione e sicurezza. L’Accademia Nautica dell’Adriatico offre un percorso ITS post diploma a Trieste dedicato alla formazione degli ufficiali che lavorano nell’area tecnica della nave, un mestiere particolare e interessante, come racconta il 25enne Enrico C., ex studente dell’Accademia e oggi inserito nel mondo del lavoro a bordo di navi mercantili.

Enrico, perché hai scelto di iscriverti a un ITS al posto dell’università?

“Perché volevo un lavoro tecnico, ma non volevo restare solo sui libri. In particolare, a me sono sempre piaciuti i motori, gli impianti, le cose vanno capite e vanno fatte funzionare. Però non cercavo un corso generico di meccanica: volevo anche qualcosa legato al mare e alle navi. Il corso di Ufficiale di Macchina a Trieste dell’Accademia Nautica dell’Adriatico mi sembrava il percorso adatto perché ti porta verso una professione precisa: studi per diventare una figura tecnica di bordo, una persona che deve saper leggere un impianto, capire un’anomalia, lavorare in squadra e prendersi responsabilità vere”.

Di che cosa si occupa un Ufficiale di Macchina?

“Detto in parole semplici si occupa di far funzionare tutto quello che permette alla nave di navigare e vivere. Ovviamente il primo pensiero va al motore principale, ma non c’è solo quello. A bordo ci sono generatori, pompe, compressori, depuratori, impianti di raffreddamento, linee carburante, olio, acqua, sistemi antincendio, automazione e tanti apparati ausiliari; quindi se qualcosa si ferma non puoi risolverla come in officina, dove si ordina un pezzo nuovo e si dice al cliente di tornare domani. Sei in mare, quindi devi capire il problema, ragionare, fare squadra e trovare una soluzione sicura”.

Cosa si studia durante il corso?

“Si studiano le basi tecniche per capire gli impianti di bordo, quindi motori marini, impianti ausiliari, elettrotecnica, automazione, sicurezza, manutenzione, inglese tecnico e procedure legate alla vita di bordo. Tutte queste materie sono collegate, perché a bordo bisogna guardare all’impianto come a un sistema, è unenorme ingranaggio”.

Com’è la sala macchine vista per la prima volta?

“Impressionante, ti trovi in mezzo a rumore, vibrazioni, tubazioni ovunque, quadri elettrici, pompe, motori, odore di olio e carburante. All’inizio ti sembra quasi impossibile orientarti, ma poi piano piano inizi a riconoscere le zone, i percorsi, gli impianti. Capisci dove passa l’acqua di raffreddamento, dove lavorano i generatori, dove sono le pompe principali, cosa controllare durante un giro macchina. Non diventa semplice, però diventa leggibile. La sala macchine ti insegna umiltà. Anche quando pensi di aver capito, c’è sempre qualcosa che non avevi considerato”.

Gli stage sono costituiti dagli imbarchi veri e propri?

“Sì, esatto. In aula costruisci le basi, ma l’imbarco ti tempra al lavoro vero e proprio. Lì capisci cosa significa stare a bordo per settimane o mesi, rispettare i turni, convivere con l’equipaggio e lavorare lontano da casa. Il corso dell’Accademia prevede l’alternanza tra periodi in aula e periodi a bordo: dopo un primo semestre comune di allineamento, gli allievi si dividono tra Coperta e Macchina e alternano formazione a terra e imbarco. Nell’arco dei tre anni sono previsti dodici mesi complessivi di imbarco non continuativo con la qualifica di Allievo Ufficiale. Per me l’imbarco è stato il momento in cui ho capito se fossi davvero adatto a questa vita, perché una cosa è dire ‘voglio lavorare sulle navi’, un’altra è svegliarti a bordo, fare il tuo turno, seguire una manutenzione, mangiare con l’equipaggio e sapere che per un periodo quella nave è casa tua”.

Che ruolo ha la sicurezza nel lavoro dell’Ufficiale di Macchina?

“È centrale. In sala macchine lavori con alte temperature, pressione, parti in movimento, corrente elettrica, combustibili, spazi chiusi. Non puoi permetterti superficialità”.

Serve l’inglese?

“Sì, perché capita che a bordo si lavori con persone di nazionalità diverse e quindi gran parte – se non tutta – la documentazione tecnica è in inglese: manuali, allarmi, procedure, comunicazioni, report. Non devi parlare come un madrelingua, ma devi essere chiaro per spiegare problemi o procedure ai colleghi”.

Che tipo di persona dovrebbe scegliere il corso di Ufficiale di Macchina?

Una persona pratica, curiosa e resistente. Pratica perché devi lavorare sugli impianti. Curiosa perché devi voler capire perché una cosa funziona o non funziona. Resistente perché la vita a bordo è bella, ma richiede adattamento. Il consiglio che darei è di non idealizzare troppo la vita a bordo, perché è bella se ti rendi conto che è un ambiente adatto a te, ma resta lo stesso impegnativa”.

Articolo di Francesco Ferrari

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