“Italiani al di là dell’acqua”, domani a Trieste la riunione del Comitato 10 febbraio

12.01.2019 – 18.47 – A quattordici anni dalla sua fondazione, il Comitato 10 febbraio si ritrova a Trieste, la città simbolo dell’esodo e delle vittime delle Foibe, per celebrare il suo congresso. Domani, domenica 13 gennaio, il Presidente Nazionale, Michele Pigliucci assieme al suo direttivo e ai soci del sodalizio sceglieranno il nuovo Presidente nazionale all’Hotel Milano, in via Ghega 17. L’evento chiamato “Italiani al di là dell’acqua” vuol diventare anche un momento di incontro, riflessione e lancio delle nuove iniziative, tra soci e rappresentanti del mondo dell’associazionismo degli esuli giuliano-dalmati.

Una realtà associativa nata a seguito dell’entrata in vigore della legge 92/2004 che istituiva il “Giorno del Ricordo” con l’intento di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’Esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Argomenti che non sono ancora trattati nei libri di storia scolastici, impendendo nei fatti una diffusione collettiva della memoria di quei tragici eventi.

Il dimissionario Presidente Nazionale, Michele Pigliucci ripercorre le tappe delle attività del Comitato: “Quando ho assunto la presidenza, nel 2012, il Comitato 10 Febbraio non aveva iscritti ma si fondava su tanti volontari che in tutta Italia ne garantivano l’esistenza. Da allora a oggi molte cose sono cambiate: abbiamo aperto le iscrizioni formali e in pochi anni siamo arrivati a quasi 400 soci, che si aggiungono ai circa 3.000 simpatizzanti. In tutte le regioni d’Italia c’è un nucleo del Comitato, e diversi soci vengono dalla Francia, dal Belgio, dalla Slovenia, dalla Croazia, dagli Stati Uniti, dal Messico. Ogni anno organizziamo decine di iniziative da Pantelleria ad Aosta, non solo per ricordare le tragedie del ‘900 ma soprattutto per mantenere vivo il legame con la cultura italiana del confine orientale.”

L’obiettivo principale dell’associazione, cioè quello di continuare a tramandare la storia dell’esodo e del dramma delle foibe, è stato un lungo percorso che continua ancora senza non pochi problemi : “Guardando indietro agli ultimi sei anni da presidente vedo molte luci e qualche ombra, com’è inevitabile. Tra le cose di cui vado orgoglioso sicuramente c’è il tentativo – riuscito in parte – di liberare questa parte di storia dalla politica, dialogando con tutti coloro che hanno intenzione di conservare la millenaria cultura italiana dell’Adriatico orientale. Questo è sempre stato l’obiettivo della mia attività: ho voluto dare il mio contributo per riconsegnare questa pagina alla storia nazionale, superando le divisioni politiche e sottolineando l’importanza del messaggio culturale che ci hanno consegnato gli Istriani, Fiumani e Dalmati: l’amore per la nostra identità italiana, messaggio che credo tanto attuale soprattutto in un’epoca caratterizzata da spinte regionaliste e movimenti autonomisti che rischiano di mettere in secondo piano la nostra identità di italiani, tradendo Il sacrificio di quanti per essa sono morti.”

Il Comitato 10 febbraio non ha una connotazione politica, bensì cerca la collaborazione con tutti quegli enti che condividono le finalità di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, affiancando le realtà dell’associazionismo giuliano-dalmata già esistenti e non sostituendosi ad esse.
Tra le iniziative più importanti sostenute in questi anni durante il suo mandato, il Presidente ricorda l’evento all’Unione Italiana di Capodistria, a cui parteciparono rappresentanti di tutte le associazioni di esuli e rimasti e il progetto europeo portato avanti insieme ad associazioni di diversi paesi europei fra i quali pure la Slovenia: proprio in occasione di un’attività legata a questo progetto, i rappresentanti dell’associazione teatrale slovena – capofila dell’iniziativa – avendo ascoltato i racconti sulle terre del confine orientale, vollero consegnare ai rappresentanti del Comitato 10 Febbraio una corona di fiori da depositare, a nome loro e del loro popolo, sulla foiba di Basovizza.

Il comitato 10 febbraio ha la propria pagina Facebook ed è attivo il sito internet http://www.10febbraio.it/.

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