Gorizia-L’Aquila-Pordendone, viaggio nelle Capitali della Cultura

4 aprile 2026 – ore 10:00 – Nel 2025 il titolo di Capitale europea della cultura ha acceso i riflettori su un territorio di confine, simbolico e reale, quello di Gorizia e Nova Gorica. Un’unica piazza, due Stati, una visione condivisa: la cultura come ponte. È da qui che idealmente parte un nuovo viaggio, un passaggio di testimone che nel 2026 si sposta verso il cuore dell’Appennino, dove L’Aquila è Capitale italiana della cultura. Un cambio di scenario che non è una cesura, ma una continuità: dal confine orientale al centro della penisola, sempre nel segno di una cultura che unisce, rigenera e racconta. Arrivare a L’Aquila significa entrare in una città che, a seguito del sisma del 2009, ha intrapreso un lungo percorso di ricostruzione e che oggi si riflette nel suo carattere e nella sua proposta culturale. Il titolo di Capitale italiana della cultura 2026 non è perciò solo un riconoscimento, ma un punto di arrivo nel valorizzare ciò che è stato progressivamente restituito alla vita. Il centro storico, con il suo intreccio di piazze, palazzi rinascimentali e chiese monumentali; la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, con la sua facciata geometrica; la Fontana delle 99 cannelle, che racconta la leggenda fondativa della città. Intorno, il paesaggio del Gran Sasso incornicia l’esperienza, offrendo un dialogo continuo tra natura e cultura.

Nonostante la nostra regione offra una grande attrattiva turistica, capace di soddisfare tutti i gusti, partire per un viaggio diventa un’occasione per leggere il territorio, per guardare oltre; osservare i cambiamenti del paesaggio, percepire la varietà italiana e magari innamorarsi di mete ancora sottovalutate. Da Trieste si può partire in auto attraversando il Veneto e l’Emilia-Romagna, per poi scendere lungo l’Adriatico fino all’Abruzzo, con una deviazione verso l’interno che conduce ai piedi del Gran Sasso. Chi preferisce evitare lo stress della guida può invece affidarsi ad alternative comode ed economiche come FlixBus. Il treno resta sempre un’opzione concreta: raggiungere nodi come Roma o Pescara e proseguire verso L’Aquila consente di combinare l’alta velocità con tratte regionali, trasformando il viaggio in un percorso continuo, senza interruzioni nette.

Ed è proprio questa continuità a restituire il senso di un Paese connesso: in linea con ciò che hanno rappresentato Gorizia e Nova Gorica nel 2025 (Go! Bordeless), anche L’Aquila si fa portatrice di un significato profondo, quello della rinascita. Ogni edificio restaurato e ogni spazio restituito alla comunità diventano parte di una narrazione collettiva. E non è solo il patrimonio storico a motivare il viaggio: L’Aquila è anche una porta d’accesso a un territorio ricco e ancora in parte autentico, fatto di borghi, tradizioni e natura; il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga offre scenari spettacolari, mentre i piccoli centri circostanti custodiscono un’Italia meno conosciuta, lontana dai grandi flussi turistici.

Per chi vive a Trieste, città di incontri e contaminazioni, questo viaggio rappresenta un’occasione per ritrovare un’altra forma di identità italiana, più raccolta ma altrettanto intensa. È un invito a rallentare, ma solo per prepararsi alla scoperta di una futura tappa che riporta lo sguardo “vicino a casa”: nel 2027 sarà infatti Pordenone a ricevere il testimone di Capitale italiana della cultura. I preparativi sono in corso da tempo e iniziano già a tradursi in strumenti tangibili pensati per raccontare e promuovere il territorio. Tra questi, uno dei segnali più evidenti è la realizzazione della guida Pordenone. Città che sorprende, sviluppata da PromoTurismoFVG nell’ambito delle attività di valorizzazione in vista del 2027. Non si tratta soltanto di un prodotto editoriale, ma di un vero e proprio invito alla scoperta, concepito per accompagnare visitatori e cittadini in un percorso tra storia, arte, natura e cultura.

Disponibile gratuitamente presso l’InfoPoint di PromoTurismoFVG in piazza Cavour a Pordenone, nei Musei Civici e nella Biblioteca Civica, la guida è stata pensata per essere accessibile e inclusiva, grazie alla pubblicazione in italiano, inglese e tedesco. Uno strumento che parla a pubblici diversi, dal turista alla prima esperienza a chi, invece, desidera riscoprire il proprio territorio con uno sguardo nuovo. Così, il viaggio nelle Capitali della cultura assume una forma circolare, partendo da un confine che diventa incontro, come quello tra Gorizia e Nova Gorica, attraversando l’Italia fino a L’Aquila, simbolo di rinascita, e preparandosi a tornare in Friuli Venezia Giulia con Pordenone. Un itinerario fatto di luoghi diversi ma uniti da una stessa idea: la cultura come motore di identità, attrazione e futuro.

Articolo di Agata Cragnolin

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