12.02.2026 – 07.00 – Se ne va un altro frammento della storia dell’arte triestina del secondo dopoguerra. È infatti scomparsa, a novant’anni, l’artista Annamaria Ducaton, nota per le opere a metà tra surrealismo e realismo magico, tra grafica e design, tra tecnica e poesia. Durante il centenario dell’Università di Trieste (UniTS), nel 2024, Ducaton aveva donato allo smaTS (Sistema Museale di Ateneo) il ciclo ‘La donna del mare‘, composto da 28 opere ispirate al dramma nordico di Henrik Ibsen.
Originaria di Trieste e cresciuta in una famiglia di artisti di origine ebraica (la madre era, ad esempio, cantante lirica e attrice di teatro), Annamaria Ducaton ebbe dapprima una passione per il pianoforte, salvo poi scegliere la pittura. La giovinezza fu trascorsa in un decennio quando era ancora possibile studiare con la pittrice triestina Alice Psacaropulo, col maestro Nino Perizi e frequentare i corsi dello studio del nudo al Museo Revoltella di Trieste. In altre parole un ecosistema artistico formidabile.
L’esordio è fulminante: espone all’XI Triennale di Milano. Dopo un periodo fecondo di lavoro con designer e industriali tessili a Busto Arsizio, l’artista inaugura una carrellata di numerosissime (e geograficamente molto distanti) mostre personali: Trieste, Gorizia, Udine, Trento, Milano, Torino, Roma, Bologna, Genova, San Bonifacio (Verona), Brunico, Dobbiaco, Bolzano, Maniago, Dobrovo (Nova Gorica), Seana, Salisburgo, Graz, Helsinki, Basilea, Stoccolma, Lubiana, Isola d’Istria, Theresienstadt (Repubblica Ceca), Praga, Museo Carà Muggia (Trieste), museo di Yad Vashem a Gerusalemme, Venezuela, California.
Corre il 1984 quando Ducaton realizza la sua opera di maggiori dimensioni: un murales di 20 metri nella cattedrale di Soledad Estado Anzoategiij in Venezuela. Viene poi invitata a esporre un’importante mostra su Anna Frank al Museo Internazionale Pamatka di Theresienstadt e al Museo della Storia Contemporanea di Lubiana (Parco Tivoli).
Intanto il muro di Berlino è crollato, soffiano i venti di un ordine nuovo: la Ducaton riceve un invito a esporre il suo ciclo su Prokofiev al Museo Glinka di Mosca nel 1993, ma rinuncia a causa dell’instabilità all’epoca della neo Federazione Russa.
L’interesse verso il mondo musicale riemerge poi in anni più recenti: Annamaria Ducaton infatti ha promosso eventi sul compositore boemo Gustav Mahler, nello specifico sulla V Sinfonia e su Das lied von der Erde. L’anniversario mahleriano del 2010 vede Ducaton, unica artista italiana presente, esporre a Jihlava (Boemia) e Praga.
Il ciclo della donna del mare di Ibsen, prima di essere donato allo smaTS, viene esposto al Teatro Ghione di Roma, al Museo Mesno Gledaligce di Lubiana, a Salisburgo, Graz, Gorizia; senza dimenticare, in tempi recenti, la mostra personale presso il Magazzino delle Idee.
Non solo Trieste, quanto il suo ecosistema scientifico: Annamaria Ducaton ha infatti collaborato più volte con gli scienziati triestini, donando infine nel 2019 il dipinto ‘Esistenze’ a Elettra Sincrotrone.
[z.s.]


