Cabinovia, partita riaperta: il Comune va al Consiglio di Stato

14.01.2025 – 16.00 – La giunta comunale di Trieste ha deliberato, con voto unanime, di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar del Friuli Venezia Giulia relative al progetto della cabinovia Trieste–Opicina. La decisione è stata comunicata dall’amministrazione comunale nel primo pomeriggio attraverso una nota ufficiale. Il ricorso riguarda le pronunce con cui il tribunale amministrativo regionale ha accolto parzialmente i ricorsi presentati da residenti interessati da procedure espropriative e dalle associazioni ambientaliste Lipu, Wwf e Legambiente, disponendo l’annullamento della Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) di III livello e della Valutazione ambientale strategica (Vas), ritenute atti necessari ai fini della realizzazione dell’opera. Secondo quanto stabilito dal Tar, la Vinca di III livello, approvata quale atto propedeutico alla realizzazione del tracciato in un’area classificata come sito Natura 2000, non avrebbe dimostrato in modo adeguato la sussistenza dei cosiddetti “motivi imperanti di interesse pubblico”, richiesti dalla normativa per consentire deroghe in ambiti sottoposti a tutela ambientale. In particolare, i giudici hanno rilevato carenze nella motivazione relativa ai benefici ambientali dell’intervento, con riferimento alla riduzione del traffico e delle emissioni.

Per quanto riguarda la Vas, adottata dalla giunta comunale nel novembre 2024 nell’ambito della variante urbanistica “Accesso Nord”, il Tar ha rilevato il mancato rispetto delle disposizioni che impongono all’autorità procedente l’espressione di un parere motivato autonomo, fondato sull’insieme dei contributi e dei pareri acquisiti nel procedimento. L’annullamento dei due atti ha comportato, secondo le sentenze, il venir meno dei presupposti su cui si fondava la variante urbanistica e l’iter amministrativo dell’intervento. Con la decisione di presentare appello, il Comune di Trieste ha scelto di sottoporre la vicenda al giudizio di secondo grado del Consiglio di Stato.

[f.v.]

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