Trieste al top, 5 punti panoramici mozzafiato

10 luglio 2026 – ore 11:15 – Trieste è una città che cambia a seconda dell’altezza da cui la si guarda: dal basso è mare, rive, palazzi, traffico, caffè bevuti in piedi e passi veloci tra una piazza e l’altra, ma appena ci si dirige verso luoghi più periferici, avventurandosi in qualche sentiero o strada bianca, si scoprono panorami da film. Il Golfo diventa un’ ampia distesa blu, i confini si fanno vicini, quasi da poter toccare con un dito le coste della Slovenia e della Croazia. Trieste sembra improvvisamente più piccola e quasi più comprensibile. I cinque punti panoramici proposti qui sotto permettono di ammirare sia la costa che la bellezza selvaggia del Carso e della Val Rosandra – e c’è un piccolo spazio anche per chi preferisce lasciare agli altri le passeggiate e il trekking, godendosi la vista con un bicchiere in mano. 

La Panchina delle Tre Nazioni

Per raggiungere questa fantomatica panchina bisogna giocare a una piccola caccia al tesoro, dove tutto è premio. Dopo aver posteggiato la macchina nel parcheggio sterrato da cui si accede al Parco Globojner, si imbocca una strada bianca che sale tra alberi, piante e fioriture carsiche. Una tranquilla passeggiata da fare immersi nel verde, nella tranquillità, prima che via vista si apra sull’azzurro del cielo che si confonde con quello del Golfo.

Dopo una camminata di una decina di minuti si raggiunge la panchina, timida, accostata al sentiero, ma che promette la pace dei sensi. In basso si può osservare la città e, seguendo il profilo del mare, si arriva a Muggia e al promontorio sloveno di Pirano, potendo anche distinguere Punta Salvore, in Croazia, nelle giornate più limpide. Spostando lo sguardo, il Golfo prosegue verso il lido di Panzano, le spiagge di Grado e Lignano. Ce la si può prendere comoda, semplicemente stando seduti a guardare, oppure proseguire tra le bellezze del Parco dopo una breve sosta. 

Terrazza Bellavista di Conconello

La Terrazza Bellavista di Conconello è uno dei punti più immediati e generosi per guardare Trieste dall’alto. Non si raggiunge dopo una lunga escursione e non serve attrezzarsi come per una spedizione (tutt’altro): si sale verso il borgo, ci si ferma, e davanti si apre il Golfo con quella naturalezza che solo certi luoghi carsici sanno avere. Da lì la città appare tutta insieme, raccolta tra il mare e le alture, con l’altopiano di Muggia sullo sfondo. È un punto panoramico perfetto per concludere una domenica fuori casa, soprattutto se prima si è passati dall’Ošterija Ferluga per mangiare qualcosa di buono. Kipfel, calamari e fritti di pesce, fusi col sugo, ljubljanska e altre specialità generose per gustare un pranzo con i sapori di casa e il cuore allegro.

Fare due passi dopo aver mangiato, verso la terrazza, è un’ottimo modo per mandare giù il boccone godendo della bellissima vista su tutta Trieste. Per gioco, perché non provare a indicare dove si trovano i posti più famosi della città. 

Cippo Comici in Val Rosandra

Cippo Comici è un monumento dedicato a Emilio Comici, alpinista triestino considerato tra i più grandi del Novecento e scomparso nel 1940. L’anno seguente, Gruppo Alpinistico Rocciatori Sciatori ha dedicato alla sua figura un cippo in cima a una delle vette della Val Rosandra. Partendo da Bagnoli della Rosandra, si può lasciare l’auto nei pressi del Rifugio Premuda e si imbocca il sentiero che costeggia il torrente. Dopo il ponticello di legno, si prende il percorso verso destra in direzione della cima; quasi arrivati, una svolta netta a sinistra conduce fino al cippo, posto a circa 342-350 metri di altitudine.

La passeggiata, di circa un’oretta, attraversa la vegetazione carsiche accompagnata al rumore dell’acqua che scorre e in prossimità del cippo l’ambiente si fa più aspro e roccioso. Una volta arrivati è bello immergersi nell’immensità del paesaggio, grigio e verde, sentire la vita degli arbusti unirsi all’energia della propria. 

Vedetta di San Lorenzo

La Vedetta di San Lorenzo permette di posare lo sguardo sulla Val Rosandra senza doverla attraversarla tutta. Se il Cippo Comici porta dentro la valle con il passo dell’escursionista, San Lorenzo la apre davanti agli occhi come una grande scena naturale. Da qui la vista corre sul lato meridionale della valle, dal piccolo centro di Bottazzo fino a Sant’Antonio in Bosco, e permette di cogliere l’effetto del torrente Rosandra sulle rocce carsiche, le pieghe della vegetazione, la Chiesetta di Santa Maria in Siaris, lo stesso Cippo Comici e la sella della Bora, dove il vento si incanala e attraversa la valle con la sua forza più riconoscibile.

La vedetta si può raggiungere dal sentiero CAI n. 1, oppure lasciando l’auto a poca distanza, per chi preferisce una soluzione meno impegnativa – soprattutto se ci si vuole andare verso sera, quando le luci si fanno più morbide e suggestive. Il belvedere è una terrazza curva adornata da una struttura di pietra, come per aprire una finestra sul paesaggio. Dev’essere bello sedersi sulla panchina e provare quella rara sensazione di essere al centro di qualcosa e, insieme, fuori da tutto. Dimenticare gli impegni della vita azzerando, per un attimo, il tempo, come nel momento più emozionante di un film. Respira.

Barakin San Giusto

Per chi ha meno voglia di camminare, ma non vuole rinunciare alla vista, Barakin San Giusto è la soluzione più comoda e forse anche la più cittadina. Si trova vicino al Castello di San Giusto, in una zona che già da sola vale la salita: pietra antica, scorci improvvisi, la Cattedrale e Trieste che si apre sotto. Il locale, un vero e proprio baracchino verniciato in stile urban, è il posto perfetto per chiudere una visita al Castello. Nato come Casa Fortificata per ordine di Federico III nel 1468, il Castello di San Giusto ha conservato nei secoli il suo aspetto, forse anche perché non è mai stato bersaglio di grandi eventi bellici. Dai suoi camminamenti si godono già splendidi scorci sulla città e sul Golfo; poco più in là, Barakin permette di prolungare l’ammirazione sedendosi a bere qualcosa nei tavolini affacciata sulla terrazza.

Non serve organizzare una camminata, non serve aspettare l’occasione giusta per fare un bell’aperitivo.

Articolo di Agata Cragnolin

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