13.12.2025 – 11.00 – A partire dal primo gennaio 2026, anche per il nuovo anno, fumare costerà di più. il nuovo quadro fiscale previsto dalla Legge di Bilancio 2026 prevede un aumento delle imposte sui tabacchi e sui prodotti da fumo che si tradurrà in rincari per i consumatori. Gli aumenti, mediamente attorno a 15 centesimi di euro a pacchetto di sigarette, continuano un trend che si protrarrà nei prossimi anni, con ulteriori incrementi nel 2027 e nel 2028, portando il costo medio di un pacchetto da circa 5,30-5,50 € a circa 5,70-5,90 € entro il 2028.
Questa decisione è stata assunta principalmente per due ragioni. Da un lato, aumentare le entrate fiscali dello Stato, per rispettare i vincoli di bilancio e adeguare la tassazione italiana a standard europei. Dall’altro, con l’aumento dei prezzi si intende esercitare una funzione dissuasiva sui consumi, nella consapevolezza dei pesanti costi sanitari associati al fumo. Nel 2025, associazioni scientifiche italiane come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e altre fondazioni attive nella ricerca sul cancro lo hanno ampiamente sottolineato. Il tabagismo è una delle principali cause di malattie e morti correlate al fumo. Hanno proposto anche aumenti più drastici (fino a +5 € per pacchetto) proprio per ridurre il consumo e finanziare il Servizio Sanitario Nazionale.
Questi aumenti si inseriscono in un contesto più ampio. Come accennato per la tassazione, l’Unione Europea ha avviato una consultazione per riformare la direttiva sulle accise del tabacco. Questo al fine di armonizzare le tassazioni tra gli Stati membri e colpire trasversalmente i prodotti nicotinici, inclusi quelli tradizionali e quelli “nuovi”. Se implementata, la nuova direttiva potrebbe comportare incrementi ancora più consistenti in futuro.
Questo approccio riflette una strategia combinata. Tra obiettivi di bilancio e politiche di prevenzione sanitaria, si considera il fumo non solo una questione economica, ma anche un significativo problema di salute pubblica.
[e.c.]


